Respiro te





"Il postino suona sempre due volte" di Bob Rafelson - 1981




Il profumo è il fratello del respiro
(Yves Saint Laurent)




Le neomamme possono riconoscere l’odore del proprio neonato dopo un’ora di contatto e i piccoli imparano presto a distinguere l’odore del corpo della madre e del suo latte (Kaitz, 1987; Porter, 1983; Porter, Winberg, 1999; Russell, 1976).

L’odore del capezzolo materno aumenta il livello di eccitazione e di attività del bambino aiutandolo a trovare la mammella e innescando la crescita del cervello (Porte, Winberg, 1999).

In realtà, l’evoluzione della prima forma di comunicazione sociale è avvenuta molto probabilmente tra quelle sostanze che oggi sono note come feromoni (Cozolino, 2006).

La comunicazione feromonale attraverso la sinapsi sociale è stata scoperta in tutte le forme di vita dagli organismi monocellulari agli insetti, ai rettili, ai mammiferi, ai primati e anche all’uomo.

I feromoni sono secreti da ghiandole odorifere specializzate e contenute nella saliva, nel sudore, nell’urina, nelle feci e in altre secrezioni corporee; essi forniscono informazioni su territorio, dominanza, disponibilità sessuale, aggregazione e comportamenti implicati nelle cure genitoriali (Duvall, 1986).

Nelle specie non umane, i feromoni stimolano anche il grooming, la costruzione del nido, la trasmissione del cibo mediante rigurgito, l’emigrazione e l’allontanamento dell’animale morto.

Studi sulla comunicazione feromonale nei vertebrati hanno individuato un sistema vomero-nasale specializzato nell’individuazione di messaggi chimici, distinto dal sistema olfattivo.

Benché il sistema vomero-nasale preceda evolutivamente il sistema olfattivo, questi sistemi condividono una funzione comune, quella di rilevare nell’aria le sostanze chimiche e nel trasmetterne la presenza alle strutture cerebrali che ne analizzano il significato.

Il sistema vomero-nasale è specializzato nel rilevare odori sociali e comprende l’organo vomero-nasale (noto anche come organo di Jacobsen, il ricercatore che l’ha identificato), il nervo vomero-nasale e il bulbo olfattivo accessorio (Cozolino, 2006).

L’organo di Jacobsen è presente nell’embrione umano durante la gestazione ma degenera in una struttura vestigiale subito dopo la nascita. Questo porta a ipotizzare che l’organo vomero-nasale possa svolgere un ruolo importante nella formazione del legame subito dopo la nascita, ma che la sua importanza diminuisca nelle relazioni successive.

Tuttavia parti anatomiche del sistema vomero-nasale sono state individuate in due terzi della popolazione umana adulta. Ancora non è chiaro se queste strutture continuino a funzionare (Halpern, Martinez-Marcos, 2003; Keverne, 2004; Moncho-Bogani, 2005; Takami, 2002).

Se si ammette l’influenza dei feromoni sulle relazioni sociali umane, allora il legame madre-figlio va ulteriormente studiato e approfondito. Oltre a ipotizzare che, i legami che si stabiliscono tra due persone, siano potentemente influenzati dalle rispettive esperienze olfattive inconsce.

Di Verde Vestita

"Espiazione" di Joe Wright - 2007



Il colore verde rappresenta la condizione fisiologica di tensione elastica.

Esprime psicologicamente la volontà di operare, la perseveranza e la tenacia. Il verde è espressione di fermezza, di costanza e di resistenza ai mutamenti.

Indica la stabilità dei punti di vista, come anche la costante autocoscienza e pone un alto valore sull’Io in tutte le forme di possesso e di autoaffermazione, poiché il possesso è considerato come un aumento, una crescita sia della sicurezza che dell’autostima.

Da questo si può dedurre che chi ama il colore verde vuole aumentare la fede nel proprio valore, sia con l’autoaffermazione, sia aggrappandosi fortemente a una qualsiasi immagine idealizzata che ha di sé con il riconoscimento che si aspetta dagli altri, in deferenza alle doti possedute: la maggiore ricchezza, la superiorità delle doti fisiche, di educazione o culturali.

Il verde corrisponde simbolicamente alla maestosa sequoia dalle profonde radici, orgogliosa e immutabile, che domina sugli alberi meno alti; al temperamento austero e autocritico; alla tensione di un arco.

La qualità specifica sensoriale del colore verde è la restrizione, il suo contenuto emotivo centrale è l’orgoglio, i tessuti organici influenzati dalle vibrazioni del colore verde sono i muscoli lisci volontari. Così l’ulcera gastrica e le difficoltà digestive sono spesso associate con fastidi riguardo possibili perdite di posizione o fallimento personale.

Il verde agisce come una diga dietro cui l’eccitazione da stimoli esterni si ammassa senza essere filtrata, aumentando il senso di orgoglio, di superiorità, dell’autocontrollo nei riguardi degli altri, di potere, della capacità di dominare gli eventi, o almeno di manovrarli e dirigerli.

Questa chiusura e soppressione degli stimoli esterni, portano a molte forme e gradi di controllo non solo nel senso di direzioni scelte, ma anche come accuratezza precisa nel verificare e controllare i fatti, come memoria precisa e accurata, chiarezza di presentazione, analisi critica e consistenza logica, il tutto proiettato verso il formalismo astratto.

Questo comportamento può anche trovare espressione in una ricerca di migliori condizioni, come una salute migliore, una vita più utile e lunga, sia per se stessi che per gli altri. In questo caso, si ha il riformatore rivolto a migliorare le condizioni intorno a sé.

La persona che sceglie il verde vuole che le sue opinioni prevalgano, vuole sentirsi giustificato come rappresentante di principi fondamentali e immutabili. Come risultato, egli si pone su un piedistallo e tende a moralizzare e a dare lezioni.

Chi sceglie il verde vuole fare impressione sugli altri. Ha bisogno di considerazione, di avere il pieno possesso della sua decisione e di agire a modo suo contro ogni opposizione e resistenza.

La persona che rifiuta il verde, vuole la stessa cosa, ma è indebolita dalla resistenza che ha incontrato e sente di essere inferiore nella statura morale per mancanza di considerazione.

Ciò porta a tensione e a disturbo, a causa della natura imperiosa dei suoi desideri ed anche a causa della debolezza fisica del momento. Questo disturbo gli fa avvertire una resistenza tangibile, una pressione fisica reale (come per esempio nella cassa toracica o disturbi cardiaci) o sotto forma di difficoltà o coercizione che egli comunque cerca di evitare.

Il verde rifiutato significa ansia di liberarsi dalle tensioni imposte dal mancato riconoscimento. La perdita dei propri poteri di resistenza e tenacia, l’ansia sulla possibile perdita di posizione o di prestigio, come anche la riduzione nella sua capacità di affermarsi, tutti combinati, producono una tale apprensione circa il suo possibile fallimento come individuo che è probabilmente portato a porre tutto il biasimo sugli altri e ad adottare un atteggiamento critico, caustico e denigratorio verso gli altri.

La preferenza per il verde può significare un atteggiamento testardo e indipendente, quando il verde è rifiutato significa che queste caratteristiche sono particolarmente presenti ma rimosse.

Il verde rifiutato è spesso compensato con il blu, perché si spera che questo porterà pace e libertà dalla tensione. Chiunque faccia questa scelta sta cercando un porto di pace, dove poter trovare soddisfazione e non dovere più fare lo sforzo intollerabile richiesto per la propria affermazione.

Il verde compensato dal rosso indica il desiderio di eccitazione e stimolo, e poiché il verde rifiutato esprime esso stesso uno stato di irritazione, di tensione, che porta all’impazienza ed alla perdita dell’autocontrollo, questo accoppiamento testimonia una considerevole impetuosità, scoppi incontrollabili d’ira, ipertensione e mutamenti cardiovascolari. Queste cose possono condurre all’incoerenza, alla perdita parziale della coscienza o anche a colpi apoplettici.

La compensazione del verde col giallo è una scappatoia dalle difficoltà. Questa fuga verso la libertà è un tentativo di fuggire il senso di costrizione, la pressione che lo causa e la possibile rottura nell’equilibrio della salute che ne può conseguire. Una tale compensazione è raramente adeguata, poiché consiste in sforzi per distrarre l’attenzione con viaggi, visitando nuovi luoghi, dedicandosi a nuovi hobbies.



(Max Luscher, Il test di colori, 1949)






Resistenze Scapolari




Pina Bausch Tanztheater - foto di William Yang



Una resistenza corporea nasce quando l’individuo deve interrompere il contatto con la realtà.

La personalità è l’insieme delle resistenze difensive cominciate nell’infanzia e dovute a varie repressioni dell’aggressività naturale del bambino.

Ogni movimento del corpo è un’aggressione verso l'ambiente finalizzata alla soddisfazione dei bisogni dell'individuo.

Un organismo ricava piacere espandendosi e attingendo a fonti di energia (cibo, ossigeno, stimolazioni sensoriali). Ricava piacere anche scaricando la propria energia attraverso il movimento.

Le attività di carica sono localizzate nella parte superiore del corpo, mentre quelle di scarica nella parte inferiore.

Poiché l’aggressività è una funzione del movimento coinvolge tutta la muscolature e, a parte le gambe, la massa muscolare principale del corpo è localizzata lungo la spina dorsale.

Il flusso di energia e sensazioni che sale lungo la schiena, nella testa e nelle braccia, porta ad attività aggressive della metà superiore del corpo: guardare, parlare, mordere, ecc.
Quando il flusso di energia o sensazioni scende nella pelvi o nelle gambe, porta ad azioni aggressive con la metà inferiore del corpo: camminare, evacuare, fare sesso, ecc.

Se il flusso viene bloccato o ridotto si forma un ingorgo di energia tra le scapole. La schiena viene sollevata e la persona si prepara a combattere per la propria sopravvivenza.

In questa parte del corpo si concentra la rabbia. Cani e gatti lo dimostrano con i peli dritti sulla schiena nel fenomeno dell’orripilazione.

Nel caso degli essere umani il fondatore dell’analisi bioenergetica Alexander Lowen ha osservato e decodificato quattro tipi di blocco dell’aggressività nella regione superiore della schiena.


Il blocco a STAMPELLA, nelle spalle si forma una struttura rigida orizzontale che garantisce all’individuo il controllo sulla propria rabbia e su eventuali accessi di violenza. Compare nei soggetti che trattengono l’aggressività verso l’oggetto originale e l’hanno spostata (sublimata) su un altro oggetto.






Il blocco a CROCE, composto da un blocco verticale lungo la schiena e uno orizzontale che va da una scapola all’altra, caratteristico dell’individuo che nega la propria aggressività e porta sulle spalle il peso del mondo con un atteggiamento masochistico.





Il blocco a CAPPIO, compare nelle persone la cui libera espressione aggressiva è stata soffocata e si manifesta come un forte anello di tensione alla base del collo che gli fa penzolare la testa come se fosse disarticolata dal resto del corpo.







Il blocco a UNCINO, provoca un rigonfiamento alla base del collo tra le due scapole dando la sensazione che la persona sia rimasta appesa a un gancio per lungo tempo, come un animale pronto alla macellazione. Questo tipo d’ingorgo energetico indica una soppressione di aggressività del bambino, soprattutto di origine sessuale e la deformità fisica che provoca è osservabile soprattutto nelle donne, maggiormente in quelle anziane, tanto che in passato veniva chiamato la gobba della vedova.






Tutti questi blocchi corporei testimoniano una violenza repressiva attuata inconsciamente dal soggetto sin dalla sua infanzia che va a modificare il libero movimento del corpo.
Il disturbo del movimento diventerà presto un disturbo emotivo.





Brava bambina




"Cinquanta sfumature di grigio" di Sam Taylor-Johnson - 2015 




La persona masochista non si lamenta di sentimenti di vuoto interiore ma piuttosto della sensazione di esplodere, di sentire una pressione interna e dell’incapacità di liberare la tensione accumulata.

Non mostra segni di privazione affettiva. La masochista sente di essere stata amata dalla madre, ma è il modo in cui l’amore è stato espresso a creare il disturbo, non la sua mancanza.

Soffocante è il termine adatto per descrivere la madre della masochista.

L’Io della masochista è schiacciato, serrato in una morsa: all’estremità superiore del corpo c'è il sentimento forzato e all’estremità inferiore c'è l’imposizione di una rigida educazione all’igiene personale.

La bambina reagisce a queste pressioni: piange, lotta, si ritira; con lo sguardo, con i gesti, con il movimento chiede alla madre compassione e comprensione.

Quest’appello ai sentimenti materni di tenerezza viene ignorato con la scusa che “la mamma sa cos’è meglio”, o che agisce per il bene della bambina.

“La negazione dei bisogni spirituali uniti all’esaltazione dei bisogni materiali del bambino produce il masochismo” (Reich W., 1949).

Viene repressa la crescente indipendenza del giovane organismo, dell’Io in fase di sviluppo. La repressione non assume la forma di un’aperta ostilità; opera mascherandosi sotto un’eccessiva attenzione, un’eccessiva protezione, un’eccessiva sollecitudine.

Se necessario la madre ricorre alle misure forti, ai rimproveri e alle punizioni; fa appello all’amore della bambina per la madre e, infine, la minaccia di privarla del suo amore se non obbedisce. Quando si ottiene la sottomissione la masochista diventa una brava bambina.

Si determina così uno stato di terribile confusione per la bambina: i suoi sentimenti di tenerezza sono chiamati a bloccare la sua aggressività e la sua aggressività bloccata impedisce l’espressione della tenerezza.

In nessun’altra struttura caratteriale l’ambivalenza è così acuta e il conflitto interno così forte.

Nello sviluppo di questa struttura caratteriale, il sistema muscolare della bambina in crescita abbandona la naturale funzione di movimento e assume la funzione nevrotica di presa. I muscoli si sviluppano eccessivamente per trattenere gli impulsi negativi e per controllare quelli naturali.

L’alimentazione forzata tende a provocare il vomito, che viene trattenuto e si instaurano così gravi tensioni nel collo e nella gola. L’insistenza prematura sull’igiene costringe la bambina a impiegare il muscolo elevatore dell’ano, i muscoli dei glutei e i tendini per ottenere un controllo anale, poiché gli sfinteri esterni non sono ancora sotto il controllo volontario.

Le gravi tensioni muscolari nel cingolo scapolare trattengono l’odio e la rabbia contro la madre. Mentre il masochismo si sviluppa da pratiche iniziate nel secondo anno di vita, solo più tardi la struttura masochista assume la forma definitiva. C’è generalmente un periodo intermedio di lotta, di accessi di collera e di ribellione, e solo quando questa resistenza cede completamente la struttura masochista si cristallizza, di solito dopo la pubertà” (Reich W., 1949).







Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...