Una tranquilla vulnerabilità

Robert Redford by Platon



Bisogna aver ricordi di molte notti d’amore e occorre essere stati vicino a moribondi e aver sentito grida e pianti. Bisogna essere in grado di ripensare a strade in regioni sconosciute e a incontri inattesi, a giorni d’infanzia ancora inesplicati e ancora non basta. Non basta aver ricordi. Bisogna saperli dimenticare e attendere con grande pazienza che tornino. Perché i ricordi in sé non sono sufficienti. Solo quando si sono trasformati in sangue dentro di noi, in sguardo e gesti, anonimi e indistinguibili da noi, solo allora potrà accadere che nella più rara delle ore, da loro s’innalzi la prima parola di un verso” (Rainer Maria Rilke, 1949).

La consapevolezza è un processo nel quale è centrale la congruenza fra ciò che viene espresso e ciò di cui viene fatta esperienza interiormente. Congruenza fra fare e dire, fra sentire e pensare.

La psicoterapia sostiene l’individuo in questo processo e alimenta la vivacità dell’immaginazione, l’incontro vitale col mondo, la curiosità pura. Alimenta la capacità di leggere qualcosa di straordinario nelle cose semplici o di identificare qualcosa di semplice nell’apparente complessità dell’espressione di una persona.

La psicoterapia integrata interviene sulla sensazione e sulla consapevolezza del paziente senza aggirare le resistenze, ma integrando il lavoro corporeo con la consapevolezza e il significato delle scelte.

Si parte dalla consapevolezza di sé, includendo l’esperienza corporea del sé fisico e nel momento in cui si presta attenzione all’aspetto corporeo, questo si modifica e, allo stesso tempo, avviene un cambiamento a livello della consapevolezza: per esempio il paziente percepisce che quando riempie d’aria il torace si sente grande e forte o quando lo sgonfia prova vulnerabilità o rimorso.

Il cambiamento muscolare-scheletrico e il cambiamento posturale accrescono la consapevolezza e il senso delle proprie scelte, la complessità e la ricchezza interiori. Questi cambiamenti sono globali, coinvolgono l’intero organismo e sembrano rimanere stabili per molti anni.

L’intero processo della psicoterapia integrata fornisce anche sostegno alla resistenza considerandola una parte integrante del sé e le offre una voce somatica necessaria al paziente per imparare che si tratta di un’espressione di sé alla quale è concesso di emergere consciamente, come scelta, in maniera deliberata.

La resistenza è vista come una parte rinnegata del sé-corpo, che necessita di essere portata alla consapevolezza e reintegrata nel funzionamento totale della persona.


Il grounding respiratorio permette un contatto naturale con i propri processi vitali, l’assetto emotivo e la comunicazione con l’ambiente. Il soggetto recupera in questo modo una postura corporeo-emotiva di base che permette la formazione del pensiero e la congruenza dell’esperienza. Questa postura è la sensazione di tranquilla vulnerabilità.





Sentimento Blindato


"Berlin at Hasted Kraeutler" di Erwin Olaf - 2012



Wilhelm Reich parla di armatura caratteriale per comprendere in modo dinamico la funzione del carattere della persona.

Secondo una concezione economico/sessuale l’Io dell’individuo durante il conflitto fra pulsione e paura di punizione, assume una specifica struttura difensiva.

Per realizzare la limitazione della pulsione imposta dal mondo sociale e per padroneggiare l’ingorgo di energia che ne risulta, l’Io deve modificarsi. Il processo è interamente causale.

L’Io, la parte esposta della persona, s’indurisce quando si trova in una situazione conflittuale fra bisogno personale e mondo esterno minaccioso; acquista uno stile reattivo cronico che funziona automaticamente. La persona acquista il suo carattere.

L'individuo ha dovuto acquisire certe caratteristiche per gestire e padroneggiare angosce e aspettative, ma se fino a una certa età l'armatura caratteriale può dare dei vantaggi di potenza e determinazione, con il passare degli anni diventa sempre più un ostacolo alla completa realizzazione della persona. 

I bisogni adulti e la completa maturazione del talento naturale della persona troveranno nell'armatura un blocco e una serie di divieti imposti dai bisogni di difesa e protezione dall'angoscia che, anni prima, la persona ha dovuto erigere. 

La personalità affettiva si corazza e i colpi provenienti dal mondo esterno e le esigenze dei bisogni interiori si appiattiscono e s’indeboliscono urtando contro l’armatura.

L’armatura ha la funzione di rendere l’individuo meno sensibile al dispiacere, ma limita anche la sua mobilità affettiva e aggressiva e diminuisce la capacità di realizzazione e di piacere.

L’Io è meno mobile, più rigido e dal grado di spessore dell’armatura dipende la capacità di ordinare l’economia delle energie. 

L’armatura caratteriale consuma energia perché si mantiene con il continuo consumo di forze affettive, cioè vegetative che altrimenti (nel caso di una loro inibizione motoria) potrebbero produrre angoscia. In questo modo l’armatura caratteriale adempie alla funzione di elaborare e consumare l’energia vegetativa.

Dallo smantellamento analitico-caratteriale dell’armatura spesso emerge un’aggressività legata.

Quando nell’analisi del carattere si riesce a liberare l’aggressività contenuta nell’armatura, si libera anche angoscia. L’angoscia può essere trasformata in aggressività, così come l’aggressività può essere trasformata in angoscia.

L’inibizione dell’aggressività e l’armatura psichica si presentano insieme a un tono aumentato, spesso una rigidità della muscolatura delle estremità del corpo e del tronco.

I pazienti affettivamente bloccati, quando sono sdraiati, appaiono rigidi. Una modifica della loro tensione muscolare risulta un’operazione complessa.

Se si dice al paziente di rilassarsi volutamente, la tensione muscolare viene sostituita da inquietudine. In altri casi i pazienti eseguono involontariamente movimenti di diverso tipo la cui inibizione provoca immediatamente sensazioni di apprensione.

Questo stesso tipo di osservazioni indusse Ferenczi a costruire degli interventi tecnici attivi. Egli scoprì che l’impedimento di reazioni muscolari croniche aumenta l’ingorgo.

Reich collega questo fenomeno a qualcosa di più complesso di semplici modifiche quantitative dell’eccitazione. Egli si riferisce all’identità funzionale fra armatura caratteriale e ipertonia muscolare (rigore muscolare).


“Ogni aumento del tono muscolare, verso la rigidità, è un segno che un’eccitazione vegetativa, l’angoscia o la sessualità sono state legate. Se si manifestano sensazioni genitali, parecchi pazienti riescono ad eliminarle o ad attenuarle con l’inquietudine motoria; è esattamente ciò che accade quando si elaborano sensazioni di apprensione. Pensiamo alla grande importanza che riveste l’irrequietezza muscolare nella prima infanzia come scarica di energia” (Reich W., Analisi del carattere, 1949)  




Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...