Bisogni frustrati e onnipotenza

"Arancia Meccanica" di Stanley Kubrick - 1971


"Due forze uniscono gli uomini:
l'interesse e la paura"
(Napoleone)


La gang (Rosenfeld H., 1971; Steiner J., 1996), prima di essere una realtà sociale, è un assetto psichico di soddisfazione dei bisogni primari dell'individuo, attraverso fantasie narcisistiche onnipotenti con carattere distruttivo. 

La sua comparsa nell’economia delle soddisfazioni primarie, comporta che queste non implichino una dipendenza. In questo caso l’onnipotenza dell’assetto narcisistico distruttivo garantisce autonomia e potenza nel processo di soddisfazione dei bisogni narcisistici, negando ogni legame e relazione all'individuo.

Questa ricerca di autonomia, a costo anche della propria libertà, sembra essere la conseguenza di una ferita narcisistica. Le separazioni ripetute che l’individuo deve affrontare e fronteggiare segnano il senso di potenza personale, che ne viene invariabilmente ridotto. I bisogni rimangono intatti nella loro potente necessità ma le forze di soddisfazione sembrano non essere più all’altezza, visto che l’individuo si percepisce solo e scarico

La paura di un secondo rifiuto non permette di ritornare all’oggetto da cui si è stati obbligati a separarsi. Bisogna allearsi con qualche oggetto nuovo e molto potente, capace di soddisfare i bisogni in modo adeguato senza che nessuna richiesta venga in realtà formulata, evitando la possibilità di un altro rifiuto. 

Questa alleanza comporta il sacrificio di una verità, quella dei bisogni di relazione del soggetto. Egli si ritrova in un vortice di soddisfazioni gratuite, potenti e terrificanti, ma di fatto non incontra persone, ma solo oggetti pronti a soddisfarlo. Nessuno parla, nessuno chiede nulla, le interazioni si giocano tutte in un silenzioso implicito perverso. 

Ciò che accade è un continuo gesto eccitante e pericoloso che inchioda il soggetto alle sue azioni. Egli non può muoversi liberamente, dubitare o parlare. Il controllo su ciò che accade è costante e pressante da parte della gang. Ogni cosa fuori dal previsto potrebbe essere un tentativo di liberazione e fuga che la parte narcisistica onnipotente distruttiva potrebbe punire con la morte violenta o la mutilazione.

L’atmosfera di tensione è la forma di ricatto che la parte onnipotente (la parte dell’individuo che nega le relazioni e i contatti) applica alla parte bisognosa (la parte che deve raggiungere una soddisfazione) affinché questa non parli, ne si allontani. Nonostante i bisogni si siano alleati onnipotentemente con il narcisismo, rimane sempre il pericolo che questo inganno della negazione delle relazioni, possa essere smascherato.

Questo sistema perverso probabilmente nasce nel periodo autistico dell’auto-accudimento che ogni bambino si trova ad attraversare immediatamente dopo le prime micro-separazioni dalla madre. Una serie di eventi come un auto-accudimento particolarmente efficace o bisogni rimasti insoddisfatti dal contatto con la madre, oppure separazioni particolarmente violente e non attenuate da parziali riavvicinamenti, possono determinare un contratto silente tra i bisogni primari e il narcisismo onnipotente del bambino. 

In favore di questa alleanza ciascuna parte sacrifica qualcosa assicurandosi dei vantaggi. L’onnipotenza dell’individuo, servendo i bisogni, si assicura la legittimità ad esistere e una certa integrazione con la realtà dell’individuo, evitando una tirannia manifesta e una dissociazione con la realtà. L’affettività e i bisogni dell’individuo, utilizzando la grande carica e potenza del narcisismo onnipotente, si assicurano l'autonomia nel processo di soddisfazione. 



Il problema della realtà nei caratteri istrionici

"Hotel Paris" di Erwin Olaf - serie fotografica


La speranza nell’arrivo di un amante capace di liberare la sessualità insoddisfacente si riscontra in quasi tutti i caratteri isterici. L'isteria femminile al tempo di Freud è oggi rapportabile ai caratteri istrionici sia maschile che femminile.

In questi soggetti il livello di energia è basso a causa della rigidità corporea e inconsciamente la persona isterica agisce come un tubo cavo che incanala le sensazioni nei genitali. Ciò viene compensato e nascosto dietro a un gran lavoro fatto di atteggiamenti sociali proattivi.

Una mia paziente isterica era una ragazza vivace, espressiva, pronta al sorriso e dotata di una personalità piacevole e calda. Il suo viso era attraente, il corpo di media statura, la sua figura gradevole e ben proporzionata; fisicamente era forte e agile. Sicuramente gli uomini la trovavano attraente. Nulla nella sua funzione lavorativa o nelle sue relazioni con la gente forniva un qualsiasi indizio per comprendere il significato del suo disturbo” (Lowen A., Il linguaggio del corpo).

Il problema dell’isteria è costituito da un'apparente contraddizione tra una notevole produzione di energia, un forte senso di realtà e una distorsione delle sensazioni genitali.

Il principio di realtà si manifesta nelle funzioni genitali e il carattere isterico è un carattere genitale, nel quale l’oscillazione dell’Io è ancorata alle due estremità della sua traiettoria: la funzione genitale e il pensiero realistico.

La situazione è analoga a quella che incontrò Wilhelm Reich nel tentativo di comprendere il problema masochista: “Solo quando cominciai a dubitare della correttezza e della precisione delle affermazioni dei pazienti lentamente si fece luce”.

In quell'occasione si trattava di capire in che modo la fantasia o l’atto di essere percossi potessero essere percepiti come piacevoli. Nonostante quanto affermano tutti i masochisti, seguendo le analisi di Reich, la fantasia o l’atto di essere percossi non è fonte di piacere. Analogamente nei casi di isteria con sessualità insoddisfacente, dobbiamo dubitare delle affermazioni dei pazienti, che non sono attendibili in quanto è scarsa la loro coscienza corporea.

Perché un forte flusso di libido non produce un’eccitazione genitale d’intensità sufficiente da arrivare alla percezione cosciente?

Freud analizzò questi elementi psichici in “Eziologia dell’isteria” e in “Il Meccanismo psichico dei fenomeni isterici”. Nel primo lavoro egli osserva che l’isteria si sviluppa per una divisione della consapevolezza in consapevolezza ipnoide e consapevolezza normale.

Durante l’attacco isterico, il controllo di tutta l’innervazione somatica è passato alla consapevolezza ipnoide”. Lo stato ipnoide contiene i ricordi repressi “con pieno tono affettivo per un lungo periodo”. 
Nello studio successivo sono chiariti altri elementi di questo meccanismo: “I ricordi repressi sono esperienze sessuali infantili che, inefficaci in se stessi, possono esercitare un’influenza patogenetica solo in un secondo tempo, quando dopo la pubertà, si agitano sotto forma di ricordi inconsci”.

Il sintomo è determinato dallo sforzo di difendersi contro l’idea dolorosa di un’esperienza più recente, che presenta connessioni logiche e associative con le esperienze infantili inconsce.
Freud precisò che le esperienze infantili devono essersi verificate prima degli otto anni d’età perché si sviluppi l’isteria.





Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...