Dal potenziale all'attuale

foto di Andrew Maidanik


La formazione di una personalità adulta, completa e sana è un processo che segue le stesse regole dello sviluppo biologico, di quello storico/antropologico e persino di quello economico di una comunità o di una società.

La scienza materialistica sostiene che la meccanica quantica può spiegare le strutture atomiche, quelle molecolari, fino a costituire la base della psicologia, dell’economia e della cosmologia.

Tuttavia questo tipo di prospettiva scientifica non riesce a spiegare e quindi a prevedere il passaggio dallo stato di potenza allo stato di attualità di un aggregato.

Questo tipo di transizioni hanno enormi problemi di calcolo e rendono necessari nuovi assiomi sulle macrostrutture emergenti.

La configurazione che un aggregato può assumere dipende in larga parte dalle condizioni iniziali imposte al sistema. La teoria del caos dimostra come mutamenti infinitesimali di queste condizioni possono produrre enormi cambiamenti.

L’indeterminatezza degli organismi è dovuta alla natura caotica della struttura emergente.


Rupert Sheldrake


Rupert Sheldrake (1988) tuttavia sostiene che la determinazione di una struttura dipende da un campo esterno di influenza associato al processo di formazione della struttura stessa. Questo campo porta con sé il programma del processo di formazione.

Questo programma di formazione si sviluppa nel campo tramite strutture precedenti, formatesi sotto la guida del campo.

Amit Goswami (2002) assimila questo processo di formazione alle cellule cerebrali che sono all’origine della consapevolezza individuale, nel contesto della separazione tra la coscienza individuale e quella universale.


Amit Goswami


L’equilibrio si ottiene dopo un periodo di assestamenti omeostatici che, all’improvviso, danno vita a una nuova forma.


Il mutamento evolutivamente significativo è provocato da molti cambiamenti potenziali nella struttura, avvenuti nel corso di un lungo arco di tempo, fino alla comparsa di una significativa struttura potenziale, la cui consapevolezza collassa in uno stato di attualità.


Plasticità Esperienza Dipendente

serie fotografica "Berlin" di Erwin Olaf



La madre, più che amare il figlio, si ama attraverso il figlio
(F. Nietzsche)

La Natura e la Cultura modellano il cervello umano, promuovono capacità e producono disabilità.
La mente nasce dal corpo e dalla coscienza di sé. I disturbi psichici implicano anche processi organici.

Natura e Cultura si fondono durante lo sviluppo psico-fisico e il confine tra organico e funzionale si dissolve in quel processo che viene indicato come plasticità esperienza dipendente.

Questa espressione indica che il cervello è strutturato e ristrutturato continuamente dalle interazioni con l’ambiente sociale e naturale. La ricerca scientifica (Cozolino, 2003) chiarisce sempre di più la funzione di quelle componenti della costruzione del cervello stimolate dall’interazione madre-figlio.

Benché la maggior parte di ciò che sappiamo sulla plasticità sia stata scoperta in altre specie viventi (mammiferi), la conservazione evolutiva delle strutture e delle strategie degli individui, consente di imparare molte cose sul cervello umano.

Può essere azzardato trarre delle conclusioni definitive sull’uomo partendo dallo studio degli animali, ma si possono fare comunque delle ipotesi da verificare, proporzionalmente al miglioramento delle tecniche d’indagine (Hofer, 1987).

Sappiamo che la connessione tra madre e figlio è un fattore determinante dello sviluppo e dell’adattamento del cervello. In una situazione ottimale ognuno dei due è colpito dalla vista, dai suoni e dai movimenti dell’altro, ognuno dei due desidera imparare il linguaggio dell'altro, per riuscire a superare la distanza che li separa.

L’impatto della madre sul cervello del proprio figlio è intenso e molto esteso; le interazioni precoci costruiscono reti neurali e segnano dei parametri biologici decisivi che influenzano il resto della vita.

L’importanza della relazione madre-figlio è contenuta nel proverbio ebraico che dice: “Dio non poteva essere ovunque e perciò ha creato le madri”.

Il cervello di una neo-mamma viene stimolato a cambiare e a crescere dalla nascita del figlio. L’encefalo, e parti del sistema nervoso, è rimodellato da una nuova combinazione di ormoni, collegata alla gestazione, e dall’intensa stimolazione sensoriale ed emotiva che il neonato le offre.

La semplice vista del volto materno per il neonato comporta l’innesco di alti livelli di oppioidi endogeni, responsabili degli aspetti piacevoli delle interazioni sociali, i quali agiscono sui centri di ricompensa sottocorticale. La stimolazione positiva ed eccitante da parte della madre innesca la produzione del fattore di rilascio di corticotropina (CRF) nell’ipotalamo del bambino, attivando il sistema nervoso simpatico.

Il CRF, che controlla la produzione di endorfina e dell’ACTH (ormone adrenocorticotropo) nell’ipofisi anteriore, stimola la produzione di dopamina. I cambiamenti biologici si correlano con stati intensi di eccitazione e di euforia nel bambino, durante le interazioni con la madre. Ad un livello più centrale, questi neurotrasmettitori sono implicati nella regolazione di energia metabolica del cervello, nella maturazione della corteccia e del sistema limbico (Cirulli et al., 2003; Schore, 1997).


"Una madre che non si separi dalla figlia ogni fine stagione, 
non la ama veramente"
(Oscar Wilde)


Il collasso di Ego

foto di David LaChapelle La stessa forza che porta l’ego verso l’alto è responsabile della sua caduta. Eg...