Alcune riflessioni sulla realtà e il carattere

"Le remorqueur du champs de Mars" di Robert Doisneau - 1926


Le tipologie caratteriali delle persone sono psicologicamente differenziate dalla qualità della struttura dell’Io, cioè dal loro atteggiamento verso la realtà. Le persone possono essere differenziate rispetto al tipo di destino che riservano inconsciamente alla loro funzione genitale.

I caratteri orale e masochista sono classificati come tipi pregenitali: il loro contatto con la genitalità è insicuro, il loro atteggiamento verso la realtà è infantile o puerile. Entrambi sono strutture prive di armatura. Si possono raggruppare in un’unica categoria tutte quelle forme caratteriali basate sulla genitalità, più o meno corazzate, o più o meno sicure nel loro rapporto con la realtà.

Più la struttura caratteriale è nevrotica, più si manifesterà come rigida a livello psicologico e somatico. Per questa ragione è definito “rigido” il carattere fallico-narcisistico.

Questa categoria comprende anche il carattere isterico, cioè la forma che il disturbo assume più spesso nelle donne. E’ comunque opportuno capire perché si fa una distinzione tra i tipi di struttura rigida maschile e femminile nel carattere narcisistico, mentre non si fa la stessa distinzione nella struttura del carattere masochista o orale.

Il problema dell’oralità e il problema del masochismo non differiscono nei due sessi perché si tratta di strutture “pregenitali”, mentre il problema genitale è differente per il maschio o la femmina.

Il disturbo fondamentale causato dalla rigidità colpisce in modo simile la funzione nei due sessi, ma il modello manifesto di comportamento sarà diverso a seconda del sesso.

Osserva Wilhelm Reich: “La formulazione del carattere fallico-narcisistico si è resa necessaria per raggruppare quelle forme caratteriali che stanno fra la nevrosi ossessiva e l’isteria”.

L’isteria non è un tipo caratteriale ma un sintomo. Mentre il sintomo è generalmente associato al carattere, in questo caso non è necessariamente così. La paralisi isterica si riscontra anche negli uomini. La formulazione del sintomo dipende da condizioni speciali mentre le dinamiche della struttura caratteriale sono fenomeni persistenti.

Le distinzioni che Reich traccia tra il carattere coatto, il carattere isterico e il carattere fallico-narcisistico si basano su i tratti di personalità e non sulle dinamiche dei processi energetici coinvolti.

“Mentre il carattere coatto è prevalentemente inibito, contegnoso, depressivo, e mentre il carattere isterico è nervoso, agile, apprensivo, incostante, il tipico carattere fallico-narcisistico invece si presenta sicuro di sé, a volte arrogante, elastico, vigoroso, a volte imponente” (Reich W., 1975)

L’esperienza clinica di Alexander Lowen ha mostrato che questi tratti non sono così nettamente circoscritti. L’arroganza è spesso il marchio di individui con forti tratti coatti; elasticità e agilità possono essere confuse.

Questa confusione appare evidente nell’osservazione di Reich quando, parlando del carattere fallico-narcisistico, scrive: “L’espressione facciale rivela frequentemente durezza e lineamenti prettamente maschili, ma anche spesso, malgrado l’habitus atletico, lineamenti femminili, da fanciulla”.

Reich e altri analisti usarono la definizione “carattere isterico” per descrivere i tipi caratteriali sia maschili che femminili. Lowen preferì limitare il carattere isterico alla struttura femminile per la semplice ragione che la descrizione del carattere isterico maschile assomiglia al tipo di struttura passivo-femminile, che è un tipo misto di personalità più vicino al masochismo.


Il tipo passivo-femminile può essere considerato una delle suddivisioni interne del problema generale del masochismo, quello che Freud chiamò il tipo femminile di masochismo. Il carattere fallico-narcisistico descrive una struttura della personalità che è fondata nella realtà e ancorata nella genitalità per mezzo di difese dell’Io che sono invece assenti nelle strutture pregenitali.




Marrone



Il colore marrone nasce dall’unione tra rosso e verde. La vitalità estroversa del rosso è ridotta, attenuata e controllata dall'edonismo del verde; in pittura, il marrone è un rosso “spezzato” dal verde. 

Il marrone ha ceduto l’impulso creativo estroverso e la forza attiva del rosso. La vitalità non è più efficiente ma passiva, ricettiva e sensoriale.

L'effetto cromatico del marrone è "sensuale", con riferimento diretto al corpo, in senso fisico; il grado di preferenza del marrone dà un’indicazione delle condizioni sensorie del corpo. Se il marrone è tenuto nella giusta attenzione delle preferenze, lo stato sensorio e le condizioni fisiche del corpo sono gestite in misura corretta. Ciò significa che le cose sono come dovrebbero essere, poiché un individuo sano presta la giusta attenzione al suo corpo, senza esagerare in sbilanciamenti ipocondriaci. 

Quando c’è un disagio fisico il marrone viene in primo piano ed è preferito ad altri colori.

Coloro che si sentono infelici e disadattati, instabili, non integrati, che non hanno un focolare proprio davanti a cui rilassarsi ed essere a proprio agio, con poca prospettiva di sicurezza e di gioia fisica, preferiscono spesso il marrone.

Uno studio statistico psicologico fatto sui profughi della seconda guerra mondiale, ha rivelato una preferenza cromatica per il marrone. Non che i loro corpi fossero necessariamente più sensibili sul piano fisico, ma non c’era più un posto dove potersi sentire sicuri e dove godere del comfort di cui i più fortunati possono circondarsi. 

Così il marrone indica anche l’importanza posta sulle “radici”: cioè sul focolare, la casa, la compagnia di gente familiare, empatica, sulla sicurezza del gregario e della contiguità spirituale.

Se il marrone è scelto frequentemente, esiste un crescente bisogno di benessere fisico e di soddisfazioni sensoriali, come distensione per qualche situazione che sta apportando un senso di disagio. Questa situazione può essere d’insicurezza o di malattia fisica reale, può essere un’atmosfera di conflitto o l’esistenza di problemi che l’individuo si sente incapace di fronteggiare. Qualunque sia la causa, le condizioni sensorie del corpo ne vengono colpite negativamente e sarà quindi maggiore l’accento che viene posto sulla necessità di provvedere a un ambiente più sicuro.

Quando il marrone è rifiutato, questa necessità di tranquillo conforto è rifiutata completamente. Qui il benessere fisico e la soddisfazione dei sensi sono vissute come debolezza da superare. 

Colui che rifiuta il marrone si ritiene fatto di "materia dura" e vuole distinguersi come individualista. Non è da lui né fare il gregario, né dipendere, caratteristiche queste del marrone, né dare troppo peso ai bisogni del suo corpo. La repressione della capacità di gioire può portare a un deficit sensorio che genera ansia e che richiede un qualche tipo di compensazione – inclusa la possibilità di un’attività sessuale compulsiva – nel tentativo di sperimentare alcune delle sensazioni fisiche che sono rigorosamente represse.


Tratto da “Il test dei colori” di Max Luscher

Esazioni



Il corpo del bambino si muove in funzione di bisogni fisiologici, il corpo dell’adulto si muove in funzione anche di bisogni morali. 

Il contatto fisico che un genitore stabilirà col proprio figlio, dipenderà da come egli sarà stato capace di far convivere bisogni morali e fisiologici. Se i primi hanno prevalso eccessivamente, il genitore tenderà alla pedo-fobia e si troverà impacciato nel contatto col figlio. Se, al contrario, il genitore sarà rimasto troppo attaccato ai suoi bisogni fisiologici si troverà in una condizione molto simile a quella del figlio, tenderà alla pedo-filia e ad essere egli stesso invischiato in una sessualità perversa e polimorfa.  

Tendenzialmente i disturbi della personalità o le sindromi psicotiche in cui compaiono elementi sadici, si sviluppano in individui che hanno avuto genitori pedo-fobici, che si sono trovati impacciati con il corpo e i bisogni del figlio. 

Il bambino durante l’allattamento succhia il latte e riceve una stretta vigorosa che lo fa sentire al sicuro. Dopo qualche mese, nel corso di questi contatti con il genitore egli comincia a sentire un’indefinita sensazione di piacere localizzata nella zona genitale che comincia a guardare e toccare. L'esordio della sessualità nell'accudimento potrebbe costituire per il genitore il risveglio di dinamiche non risolte della propria sessualità infantile, seguite da negazione e rimozione.

A questo punto il bambino si trova costretto a negare il piacere sessuale che prova in quel contatto o a trasformarlo in qualcos’altro. La sessualità negata diventa aggressività orale accentuata e il bambino morde il capezzolo della madre durante l’allattamento o cerca di stringerla con le sue mani. Questa prima forma di sadismo ha la doppia funzione di scarica delle tensioni sessuali negate e una punizione del genitore che non ha accettato tutti i suoi bisogni.

“Diciamo che il nerbo del factum è dato dalla massima che propone la sua regola al godimento, insolita nel suo porsi in termini di diritto alla moda di Kant, dato che si pone come regola universale. Enunciamo la massima: ho il diritto di godere del tuo corpo e questo diritto lo eserciterò, senza che nessun limite possa arrestarmi nel capriccio delle esazioni che io possa avere il gusto di appagare. Ecco la regola cui si pretende di sottomettere la volontà di tutti, per poco che una società la renda effettiva con le sue costrizioni” (Lacan J., Kant con Sade, in Scritti, 1974)

La radice etimologica di esazione (excactusesattocontiene i termini riscuotere, imporre o gravare.


Le tendenze sadiche di alcune personalità patologiche suggeriscono che un possibile sviluppo della sovrapposizione tra nutrimento e sessualità è rappresentato dall’esperienza piacevole dell’imposizione della propria volontà sul corpo altrui. 

Il comportamento sadico permetterebbe all’individuo di rivivere l’esperienza concreta del prendere qualcosa dall’altro e nutrirsene. In questo caso il prendere ha valore di nutrimento ed è primario per il soggetto.

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...