Storie italiane: il tifoso di calcio



1998
1 febbraio. Il 32enne Fabio Di Maio muore per infarto in seguito ad alcuni incidenti scoppiati al termine della partita Treviso-Cagliari. Poche settimane prima, l'11 gennaio, dopo la partita Brescia-Fiorentina, mezz'ora di scontri tra i tifosi delle due squadre e le Forze dell'Ordine. Bilancio della guerriglia: 50 feriti (tra cui dodici agenti) e 5 ultrà bresciani arrestati.

1999
23 maggio. In un incendio, provocato da alcuni tifosi, sul treno speciale degli ultrà della Salernitana, di ritorno da Piacenza, muoiono Ciro Alfieri, Giuseppe Diodato, Vincenzo Ioio e Simone Vitale.

2001
17 giugno. Durante lo spareggio promozione per accedere in serie B fra Messina e Catania, dalla curva catanese parte una bomba carta che uccide il 24enne tifoso messinese Antonino Currò.

2002
2 ottobre. Sentenza della terza sezione penale della Cassazione per la quale l'ingresso allo stadio può essere vietato agli ultras anche se non sono pericolosi. La giustificazione della sentenza è che il divieto è una misura di prevenzione e quindi può essere adottato anche per evitare che si verifichino i disordini.

17 novembre. Il portiere del Messina Manitta viene aggredito durante la partita Cagliari-Messina da un ultrà sardo che invade il campo e lo tramortisce con un paio di pugni. A questo episodio segue, nella notte tra il 29 e il 30 novembre, l'agguato di presunti tifosi napoletani al giocatore partenopeo Baldini: auto distrutta ed abrasione della cornea per il difensore partenopeo. Una settimana prima l'auto del giocatore Corrent del Como viene circondata da una decina di teppisti e colpita ripetutamente con aste e bastoni. 

21 dicembre. Il centravanti del Catania Oliveira viene malmenato da un ultrà negli spogliatoi (nonostante avesse segnato due gol); il giorno seguente l'auto guidata dal giocatore del Bari Bellavista viene presa a sprangate; il 7 gennaio del 2003 aggressione ai giocatori dell'Avellino Pellicori e Diè e bomba carta sotto casa di Pisciotta. Infine il 28 gennaio 2003 viene bruciato il fuoristrada del difensore del Cagliari Grassadonia, parcheggiato sotto casa del calciatore.

2003
20 settembre. Una colonna di pullman con a bordo tifosi toscani diretti a Trieste in occasione dell'incontro Triestina-Livorno, effettua una sosta presso l'area di servizio Gonars (autostrada A4 “Venezia-Trieste”). I tifosi, dopo aver asportato merce varia all'interno dell'autogrill, si riversano sulla carreggiata provocando l'interruzione della circolazione autostradale per circa 15 minuti per evitare il controllo della Polizia Stradale.
Sempre nella stessa giornata, ad Avellino, presso lo stadio Partenio, prima dell'inizio della gara Avellino-Napoli, la presenza in massa di tifosi partenopei sprovvisti di biglietto che tentano di accedere all'impianto, dà origine a scontri tra tifosi e Forze dell'Ordine. Tentando di approfittare della confusione creatasi, un giovane tifoso napoletano riesce a penetrare all'interno dello stadio ma, nel saltare su una tettoia, cade rovinosamente al suolo da circa 20 metri. A seguito di ciò, un centinaio di tifosi napoletani, scavalcano la recinzione del campo e, forzato il cancello di accesso al rettangolo di gioco, invadono in massa il campo, aggredendo con violenza gli operatori della Polizia di Stato intervenuti.

2004
21 marzo. A Roma, in occasione del derby di domenica sera Roma-Lazio, all'inizio del secondo tempo, a seguito della diffusione della falsa notizia, fatta circolare dagli stessi tifosi, del presunto decesso di un giovane investito da un'auto della Polizia, alcuni capi ultrà delle tifoserie romane, raggiungono il campo di gioco e chiedono ai capitani delle due squadre di sospendere la gara in segno di protesta. Pur in presenza di ripetute smentite da parte delle Forze dell'Ordine, la notizia della morte del giovane e l'intrusione sul campo di gioco degli ultrà, crea all'interno dello stadio un clima di forte tensione, tanto che alle ore 22, dopo aver sentito i rappresentanti delle due società ed aver ricevuto l'autorizzazione via telefono dal Presidente della Lega Nazionale Professionisti, il Direttore di Gara decide di sospendere l'incontro. A seguito di ciò, mentre entrambe le tifoserie iniziano a defluire, all'esterno dello stadio avvengono scontri tra tifosi e Forze dell'Ordine che si protraggono fino a circa le ore 24. 

(Fonte: Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive - F. Tagliente)



Qualche riflessione

La cronologia dei fatti narra di episodi che contengono elementi importanti per comprendere le motivazioni della violenza e degli atti devianti. 

La qualità dell'atto deviante sembra essere cambiata negli ultimi vent'anni: da movimenti maggiormente gruppali, la violenza è diventata opera di piccoli gruppi organizzati, se non addirittura di singoli individui. Il comportamento criminoso è più strutturato e più influente sulle sorti degli avvenimenti sportivi. Il riconoscimento della violenza nello sport come “problema sociale” ha contribuito, da una parte alla possibilità di poter intervenire sia da un punto di vista preventivo, che repressivo e contenitivo, ma dall'altra ha accentuato il suo peso sociale, sportivo, comunicativo. 

L'influenza che gli organizzatori delle tifoserie estremiste hanno sia sulle società sportive che sui singoli calciatori, è un aspetto non ancora sufficientemente evidenziato e studiato, ma sembra avere già da anni un peso sull'andamento della stagione calcistica e sugli avvenimenti dentro e fuori lo stadio, oltre che sui temi della discussione sportiva in tv e in radio. 

Quello che agli occhi della Legislazione sia sportiva che civile, appare come deviante, violento, coercitivo e criminoso, se esaminato secondo i codici di comportamento e le regole interne ai gruppi ultrà, risulta  espressione di modalità comportamentali proprie del gruppo puberale-paranoide cui si faceva cenno precedentemente. Il gruppo si delinea e si riconosce nella contrapposizione con un esterno percepito come pericoloso. L'ideologia si basa sul concetto che solo quello che viene prodotto all'interno del gruppo è giusto, il nucleo buono che questa giustizia interna rappresenta, va difeso dalle ideologie sbagliate prodotte dai gruppi esterni (avversari, Forze dell'Ordine, Lo Stato). 

Le forme di questa difesa sono l'attacco, l'intemperanza, l'intolleranza, la coercizione (ultimamente anche sui risultati calcistici). Il contributo a questa visione viene anche e soprattutto dai sistemi di informazione e da parte di chi ne detiene una buona fetta di controllo. Gli schieramenti che vengono rappresentati, soprattutto in tv, sia da parte di giornalisti sportivi che di “addetti ai lavori” del calcio, hanno un'influenza non trascurabile su un'idea che sembra essere alla base degli avvenimenti devianti: la contrapposizione non può che prevedere lo scontro ai fini della prevaricazione di una delle parti, tale da  dimostrare quanto l'idea affermata più vigorosamente sia quella più giusta.
Questa forma di pensiero è propria di una mentalità incapace di ascolto, compromessi e ricerca collettiva delle soluzioni. 

Ricordiamo che l'atto deviante non è espressione di un'incapacità del soggetto o del gruppo di capire e seguire le regole, ma piuttosto di seguire proprie regole così forti e coercitive, da offuscare o cambiare i termini della morale personale o gruppale. 

Apprendere dall'esperienza... di Bion



"Darò per scontata la presenza nella personalità di fattori che si combinano tra loro in modo da determinare entità stabili che definirò col termine di funzioni della personalità" (Bion, 1972). 

La funzione alfa permette di comprendere la realtà a ciascuno di noi, in modo tale che questa possa essere ricordata e utilizzata per pensare. Agisce sulle impressioni sensoriali e sulle emozioni, producendo elementi o ricordi che possono essere immagazzinati ed usati. 

Per apprendere dall'esperienza Bion pensa che la funzione alfa debba operare sulla consapevolezza dell'esperienza emotiva: "Dalle impressioni di tale esperienza scaturiscono elementi alfa" (Bion, 1972). 

L'elemento alfa rappresenta "il risultato del lavoro compiuto dalla funzione alfa sulle impressioni sensoriali. Essi non sono oggetti del mondo della realtà esterna, ma prodotti del lavoro compiuto sui dati percettivi che si crede si riferiscano a dati della realtà" (Bion, 1979). 

La strutturazione della funzione alfa è strettamente collegata alla capacità che la madre ha avuto di fornire amore e comprensione al bambino: questa capacità è chiamata da Bion reverie (dal francese rever, sognare, fantasticare, delirare). La funzione alfa trasforma continuamente elementi sensoriali in elementi alfa che vengono immagazzinati e si condensano in modo tale da formare una struttura dell'apparato psichico: "questa barriera di contatto che è in continua formazione, segna il punto di contatto e di separazione fra gli elementi consci ed inconsci e genera la distinzione tra loro" (Bion, 1972). 


L'integrazione degli elementi sensoriali endopsichici e esteropsichici permette la completezza dell'esperienza e un buon funzionamento di sintesi e percezione. Nell'individuo psicotico l'esperienza invece viene scissa nelle sue diverse componenti: il bambino psicotico, per esempio, non riesce a integrare l'esperienza dell'allattamento con sensazioni psichiche gratificanti. 

Nel lavoro gruppale la funzione alfa è direttamente disponibile nella forma che le ha dato Francesco Corrao (1981). Egli suggerisce di chiamare funzione gamma il corrispettivo nel gruppo della funzione alfa dell'individuo. La funzione gamma esegue operazioni sugli elementi sensoriali ed emotivi generando elementi gamma disponibili per la formazione di pensieri gruppali onirici e mitici e per differenziare il conscio dall'inconscio. 

"L'attivazione della funzione gamma implica una parziale  e reversibile destrutturazione della funzione alfa degli individui che partecipano al gruppo" (Neri, 1995).

Campi fertili di aggressività




La struttura sociale della comunità scolastica ci sembra poter essere indifferentemente sia la culla della devianza sia del comportamento corretto.

La distinzione tra risultato reale ed apparente, sempre che questo sia ben architettato dallo studente e di conseguenza sfugga al professore, dà la possibilità di ricevere ricompense sia per il risultato rubato che per quello meritato.

"La possibilità offerta al ragazzo di ottenere un riconoscimento della sua parvenza di virtù ricercando la stima del professore con tutti i mezzi, ci sembra l'insegnamento ideale per fare acquisire una visione criminale e sfruttatrice del mondo sociale" (De Leo, 2002).

Occupiamoci dei campi di gioco. Riteniamo che proprio in questi luoghi si costruiscano i frammenti di quella società della cui realtà i ragazzi dubitano poiché loro stessi ne sono i costruttori e sanno come mantenerla.

E' un mondo fatto di accordi e di compromessi, in cui il presente e il futuro sono regolati da rituali; un mondo dominato dal potere assoluto delle parole che una volta pronunciate diventano portatrici di ordine rispetto alle azioni e alle relazioni sociali; un ordine che, per essere infranto, ha bisogno di altre parole. 

Questo è il luogo in cui avviene l'apprendistato alla vera socialità, in quanto le parole date sono realmente vincolanti e le regole non hanno bisogno di essere sanzionate per essere rispettate. Non può esistere il crimine perché si tratta di un mondo costruito da tutti e per tutti. Le deviazioni sono tenute sotto controllo e progressivamente demotivate attraverso adattamenti continui della realtà sociale contro la quale tale deviazioni erano sorte.


Di solito una società complessa è composta da un certo numero di micro-società i cui mezzi per motivare le proprie azioni non sono ne universalmente accettati, ne largamente condivisi dall'intera comunità. In tale situazione si possono attribuire particolari significati alle azioni dei membri di una micro-società che hanno ben poco in comune con quelli attribuiti dai membri stessi.

Questa tesi è difficilmente dimostrabile se le attribuzioni di significato espresse dai membri della società dominante, sono molto incisive e visibili mentre quelle espresse dagli appartenenti alla micro-società appaiono meno evidenti, anche perché forse è più difficile avere contatti con questi ultimi. 


E' opportuno distinguere in due gruppi le attribuzioni di significato: sono esterne quando vengono espresse da un esponente della società dominante in riferimento alle azioni dei membri della micro-società; sono interne quando vengono espresse da questi ultimi rispetto alle proprie azioni o a quelle dei propri compagni.

"La devianza vista dall'interno di un universo simbolico, si presenta come una proprietà inerente all'atto stesso così caratterizzato. Eppure, se considerata dall'esterno, la devianza, attribuita a quegli atti esiste solo in quanto la comunità li giudica immorali, malvagi, sbagliati. Vista dall'interno la devianza è una proprietà obiettiva dell'atto, mentre dall'esterno essa esiste in quanto prodotto di una reazione comune" (Pollner, 1974)

dal film "Sleepers" di Barry Levinson


Per comprendere un fenomeno deviante si possono seguire due tipi di indagine. Il primo implica la teoria sociologica della costruzione sociale della devianza e dei processi che la rendono possibile. Il secondo necessita di una psicologia sociale dell'universo simbolico nel quale gli atti acquistano significato e delle spiegazioni del senso comune che si offrono all'interno di tale universo allo scopo di rendere comprensibile il concetto di devianza.

L'indagine più proficua per i nostri scopi è presentare dall'interno il mondo deviante, tuttavia questo assume un significato solo nel contesto di un modello sociologico adeguato che fornisca dall'esterno una spiegazione del processo che ha portato a considerare un atto come deviante. Uno dei modelli più brillanti in questo senso è la teoria dell'amplificazione della devianza.

L'amplificazione della devianza è generata da una contro reazione positiva relativamente semplice. Nella sua forma basilare, per come l'ha esposta Leslie Wikins (1964), la teoria sostiene che le reazioni della società agli iniziali e talvolta trascurabili atti di pretesa devianza provocano un certo grado di isolamento e di alienazione in coloro che li hanno commessi.

Ciò a sua volta provoca una reazione da parte dei devianti che è di solito accompagnata da un aumento nella frequenza e o nell'intensità degli atti devianti. Il risultato è un aumento della reazione della società e da questo punto in poi il sistema si alimenta da solo. Lo schema è meccanicistico, ma il procedimento di rinforzo che propone è attendibile e interessante. 


Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...