Comunicazione Non Verbale




Sandor Rado ha ipotizzato che il linguaggio abbia avuto origine dalle sensazioni propriocettive, cioè la base di ogni linguaggio sarebbe il linguaggio del corpo. Sono un patrimonio comune i significati di espressioni come stare in piedi da soli, avere la testa dura, le mani bucate, la bocca cucita, prendere sulle spalle le responsabilità, restare fermi su certe posizioni, andare a testa alta, avere il cuore spezzato, ecc.
    
     Il fondamento della vita, il cuore, è l'organo che metaforicamente meglio rappresenta le questioni importanti della nostra esistenza, il cuore della questione. L'atteggiamento personale nei confronti di questo centro può essere capito leggendo l'espressione del corpo.

Il cuore è racchiuso in una gabbia di ossa, questa cassa può essere rigida o morbida, immobile o capace di reazioni. La mobilità del torace può essere notata nella respirazione: molte sono le persone che non muovono la gabbia toracica nella respirazione utilizzando soprattutto movimenti diaframmatici, con un leggero impegno addominale.

Il petto è gonfio e viene mantenuto nella posizione dell'inspirazione e la postura che ne deriva può assumere le forme della sfida o dell'attesa. 

Il primo canale di comunicazione per arrivare al cuore è quello della bocca e della gola. Una gola stretta e un collo contratto possono bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento, in questi casi il cuore è relativamente isolato e chiuso alla comunicazione. Il secondo canale di comunicazione al cuore è quello delle mani e delle braccia che si protendono per toccare.

Anche in questo caso se l'azione deve essere un'espressione comunicativa, le mani sono cariche di energia. Il tocco di queste mani ha la capacità di dare conforto. Il flusso di sentimenti e di energia diretto alle mani può essere bloccato da tensioni alle spalle o da spasticità dei muscoli delle mani.



La tensione alle spalle di solito si sviluppa quando è presente una difficoltà a protendere verso qualcosa, avvicinare qualcuno. Le tensioni ai piccoli muscoli delle mani derivano dalla repressione dell'impulso di afferrare o di prendere, scrive Lowen (1985): “Sono convinto che a queste tensioni siano dovute le artriti reumatoidi alle mani”.
     
      Uno dei messaggi del corpo più frequente riguarda la dissociazione tra parte bassa e parte alta del corpo. A volte, a giudicare dall'aspetto, non sembra neanche che le due metà appartengano alla stessa persona. In alcuni individui la parte superiore è ben sviluppata, mentre la pelvi e le gambe sono piccoli e di aspetto immaturo, come se appartenessero a un bambino.

In altri la pelvi è piena e rotonda, mentre la parte superiore è piccola, stretta, infantile. A volte la parte superiore del corpo ha una qualità stretta, rigida, aggressiva e sadica, mentre la parte inferiore appare morbida, passiva e masochistica. In tutti i casi in cui esiste un certo grado di dissociazione i naturali movimenti respiratori non fluiscono liberamente attraverso il corpo.

La respirazione può essere toracica, con scarso impegno addominale, o diaframmatica, con movimenti limitati del petto. Se si chiede al soggetto di piegare la schiena secondo l'arco t'ai chi, la linea del corpo non forma un vero arco. La pelvi viene tenuta in fuori o ritratta all'indietro, causando una rottura della linea e dell'unità del corpo. La mancanza di unità indica che testa, cuore e pelvi non sono integrati.

Decomprimi e risolvi


Sintonizzati sui pensieri automatici.

Di solito le caratteristiche del pensiero automatico sono:
1. Tendenza a essere irrazionale, l'intensità del pensiero è il riflesso dell'intensità dell'emozione e non scaturisce da una valutazione accurata della realtà
2. Siamo portati a crederci, arriva così rapidamente che non lo mettiamo in dubbio, spesso pensando che sia istinto
3. E' un pensiero ermetico, viene espresso con brevità stenografica (“...è pazzo!”)
4. Fa scattare altri pensieri automatici
5. Può portare a conclusioni distorte

Per evitare le conclusioni illogiche dei pensieri automatici:
 - Non generalizzare all'eccesso, non creare la falsa impressione che i concetti che esprimi su te stesso/a (sono lento/a, imbranato/a, cocciuto/a, distratto/a) siano sempre validi.
 - Non affibbiare etichette distruttive, pensando che quella persona è sempre così in ogni situazione
 - Evita di interpretare il pensiero degli altri, spesso non sappiamo i veri motivi e le intenzioni degli altri
 - Non stabilire regole per il comportamento altrui, credere di sapere quello che gli altri dovrebbero fare porta inesorabilmente a rabbia e frustrazione
 - Non gonfiare il significato di un avvenimento, evita di usare, nel dialogo interiore parole apocalittiche per descriverti ciò che sta accadendo.

Lo step successivo per utilizzare l'intelligenza emotiva è saper sviluppare una risposta condizionata di rilassamento. Per esercitarti scegli un luogo adatto, calmo e tranquillo.

1. Trova una posizione comoda 
2. Adotta un atteggiamento passivo, lascia semplicemente che le cose accadano, potresti sviluppare un dialogo interiore che ti aiuta ad abbassare le resistenze
3. Scegli una costruzione mentale che ti da la calma o che ti è congeniale (immagina un luogo calmo, la parola pace, il verso schh!, il pensiero: “mi sto riposando”, ecc.)

Esercitandosi per venti minuti al giorno, si riesce a sviluppare una risposta condizionata di rilassamento in dieci giorni.

Per imparare a utilizzare la risposta condizionata di rilassamento:
1. Scegli una situazione penosa che ti può capitare nel lavoro giornaliero
2. Immaginati in quella situazione, adopera tutti i sensi e percorri tutti i passi che quella situazione ti richiede
3. Introduci la costruzione mentale nella situazione immaginata, mentre percorri mentalmente ogni 
fase del procedimento sintonizzati sull'immagine o l'enunciazione che fa parte della risposta di rilassamento
4. Ripeti l'intero procedimento una volta al giorno per due settimane
5. Introduci la costruzione mentale nella situazione reale.

"Esprimere una critica costruttiva è l'elemento chiave dell'intelligenza emotiva"
Hendrie Weisinger

Tu sei come me



Nel procedere dello sviluppo, il bambino si trova immerso in relazioni dalle quali dipende la sua sopravvivenza, soprattutto quelle con le figure di accudimento (care-givers). Il bambino agisce in queste relazioni attraverso il corpo e reagisce ad esse attraverso una strutturazione personalizzata delle funzioni vitali (scheletriche, muscolari, vegetative, cognitive). 

Il processo di attunement nella diade madre-bambino consiste in una sintonizzazione nella quale la madre coglie dei segni del bambino (lallazione, pianto, movimenti, ecc.) e li riproduce trans-modalmente. Il termine trans-modale mette in luce come una modalità sensoriale, ad esempio quella sonoro-uditiva del bambino (lallazione, pianto, vocalismi, ecc.), venga riprodotta, ad esempio, nel registro sensoriale motorio della madre.

Riguardo i tempi della regolazione interattiva, che influenza il principio di realtà, ci aiutano le ricerche di Meltzoff (1985-1990) che ha osservato, a 42 minuti dalla nascita, bambini che riescono a imitare l'espressione del volto di un modello adulto. 
Il bambino percepisce una corrispondenza fra ciò che vede sul volto del modello e ciò che sente propriocettivamente sul proprio volto. 



Meltzoff afferma che questo è possibile grazie alla corrispondenza transmodale, che fin dai primi giorni di vita consente al bambino di confrontare le informazioni ambientali con quelle propriocettive, in cerca di corrispondenze. In questo modo lo stato interno e il comportamento del bambino entrano in sintonia con l'ambiente. 

L'autore sostiene che la corrispondenza transmodale  rappresenta un'interfaccia fondamentale tra il Sé e l'altro, e tra stato interno e ambiente, che fornisce l'esperienza precoce del “come me”. La percezione transmodale delle corrispondenze è un meccanismo che coordina gli stati interni e relazionali. 

Stern (1998) afferma che il principio di sintonia transmodale può essere esteso ad altre modalità relazionali, come il timing e la distanza interpersonale.  

Il dondolo è il primo sex toy



L’essere umano alleva i suoi cuccioli, dondolandoli. Così li prepara all’attività sessuale e alla riproduzione. Il dondolio è sesso, masturbazione, eccitazione.

Se il movimento del dondolio è caratteristico dei gesti sessuali, come fa ad essere rilassante, tanto da portare il corpo fino al sonno?

Il dondolio è sincronia con i ritmi corporei inconsci. La sincronia è rilassante e fa circolare più liberamente le energie nel corpo, decomprime alcune strettoie energetiche e favorisce l'espansione delle cavità, favorendo riposo o eccitazione.

Qualunque dondolio o movimento ripetitivo di qualunque parte del nostro corpo ha una funzione liberatoria. Come dondolare una gamba per “bruciare” l’ansia, liberarsene.

Trovarsi davanti a qualcuno che muove ritmicamente una parte del suo corpo, è un’esperienza mediamente frustrante o eccitante: si ha la coscienza che in quella persona sta accadendo qualcosa, angosciante, imbarazzante, eccitante che sia.

Chi abitualmente compie questi dondolii corporei non ne ha coscienza, ma trasmette continuamente all’ambiente circostante, segnali sul suo stato angosciato. L’ambiente risponde, sintonizzandosi sull’ansia o il messaggio sessuale che quel dondolio contiene. 

Ci si ritrova a instaurare una comunicazione inconscia complessa, carica di energia corporea. Molte volte il dondolatore si ritrova a dover gestire comportamenti di rifiuto o carattere sessualizzato, da parte del suo ambiente, di cui non riesce a riconoscere l’origine, vista la natura inconscia dei suoi dondolii, che trasmettono o inviti sessuali o bombe d’angoscia.

Fate attenzione alle vostre gambe, ai vostri piedi a cosa fanno le vostre mani, quando vi trovate a parlare davanti a qualcuno, perché se si muovono trasmettono segnali potenti che costituiscono la maggior parte delle informazioni che l’altro registra e alle quali risponderà con rifiuto o approvazione. 

Appunti sul piacere


"Amore e Psiche" di William Adolphe Bouguereau

Il piacere della protezione, il piacere della ricreazione e il piacere della procreazione.

Sono tre piaceri distensivi. L’energia fluisce naturalmente e dà vitalità e calore.

Il sostegno, il divertimento e il compiere atti creativi (dallo scrivere all'accudire i figli), innescano circuiti che promuovono esperienze profonde e piacevoli. Condizioni generali tra l'essere e il divenire.

Altri tipi di piacere sono la conseguenza di tensioni, derivanti dal legame tra paura, dolore, angoscia e l’abitudine a vivere in questo modo.

Il piacere tensivo della sfida, della trasgressione, della rabbia e del masochismo hanno una natura predatoria o di sopravvivenza: la pupilla si dilata (midriasi) e viene attivato il sistema neurovegetativo dell’attacco-fuga (simpatico), si restringono i passaggi energetici e si alza la loro pressione in circolo, i muscoli si tendono e aumentano gli scambi gassosi.

Sistemi neurovegetativi


Il corpo è pronto a compiere la sua performance (colpire o fuggire). L’angoscia, la paura, la rabbia diventano le situazioni da attaccare o da cui fuggire, a cui si lega il piacere tensivo dell’eccitazione e della paura.

Il piacere delle esperienze di protezione, di divertimento o (pro) creative, ha un effetto distensivo e regolarizzante su tutti gli scambi energetici, gassosi, nervosi dell’organismo. La pupilla si contrae (miosi), si attiva il sistema neurovegetativo del rilassamento (parasimpatico) e si ottiene una piacevole sensazione di espansione psico-corporea.

La corazza muscolare si allenta e permette un naturale fluire del sangue, il calore arriva fino alle periferie del corpo. Una gradevole sensazione di interezza e pienezza si diffondono nella generale percezione di Sé e si cerca un contatto per trasmettere e condividere questo piacevole stato. 

Il gioco terapeutico


Gli eventi mentali consci (idee, percezioni, immagini, sentimenti), in una persona in stato di veglia, normalmente si susseguono l’un l’altro, più o meno senza soluzione di continuità. Essi danno luogo a una sorta di flusso di coscienza, in cui prima si presenta un fenomeno mentale conscio, poi un l'atro, e così via” (Flavell J., Green F., Flavell E., Children’s understanding of the stream of consciousness. In Child Development).

Soltanto il 76% degli studenti valutò l’affermazione come “probabilmente vera”. Il 12% non aveva opinioni a riguardo, mentre un altro 12% rispose che essa era “probabilmente non vera”. Flavell e suoi colleghi non trovarono spiegazioni a questi risultati. Ciò nonostante, questi dati confermano la possibilità che per alcune persone, una parte minoritaria della popolazione, l’esperienza del Sé come flusso di coscienza sia limitata o bloccata. D’altronde appare assodato che non nasciamo con un Sé già formato. Il Sé è una potenzialità, il cui dispiegarsi può avvenire nell’ambito di una speciale forma di relazione con gli altri. Questa relazione dipende dal dialogo e da una forma di attività mentale che si manifesta in alcune forme di gioco. L'incontro tra cliente e terapeuta e il gioco simbolico del bambino, se messi a confronto, ci aiutano a capire. Ascoltando il cliente che parla, alcune aree dell'esperienza del terapeuta compiono un gioco simbolico, che partecipa e assiste alla nascita di uno spazio sia reale che metaforico, tra un me e un tu che vengono avvertiti come parti di un’esperienza intima. Questo gioco è il precursore del Sè come flusso di coscienza, uno dei suoi aspetti essenziali è l'esperienza del possesso. Una frase di William James chiarisce:

"Sembra che il fatto elementare psichico sia, non il pensiero, o questo pensiero, o quel pensiero, ma il mio pensiero, perché ogni pensiero è di qualcuno" (James W., Psychology: briefer corse)

Nel gioco simbolico, il mondo esterno, ciò che è l'altro, viene trasformato per diventare il proprio mondo. Durante il gioco simbolico il bambino prende le cose del mondo, che non sono le sue e le trasforma in ciò che vorrebbe che fossero:

"Il gioco è un modo per rendere un oggetto, per scopi contingenti e personali, ciò che potrebbe essere" (Baldwin J. M.)

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...