Melancholia di Lars Von Trier


Film diviso in due parti, ciascuna vede due sorelle come protagoniste. Due espressioni opposte dell’essere umano connesso agli eventi naturali che lo circondano. Rapporto di natura e rapporto di cultura. 

La visione proposta dal regista è quella dell’espressione depressiva come nuova coscienza che apre ad alti livelli di connessione con gli eventi e il pericolo che questa coscienza comporta. Sapere è soprattutto sapere di dover morire. E il campo della coscienza e della sofferenza è la coppia prima e la famiglia poi.

Il film è una stanza degli specchi, dove le immagini rimandano continuamente alla loro rappresentazione simbolica. Nulla è ciò che sembra e lì dove lo vediamo. La realtà è altrove, apparentemente lontana ma incombente come il pianeta Melancholia.

L’esperienza estetica ed estatica delle immagini descrive la potente dittatura della depressione, immobile e perfetta. Inavvicinabile e gelida.

Lars Von Trier omaggia, nella prima parte del film la tradizione cinematografica nord europea che racconta le vicende attraverso matrimoni e festeggiamenti (Fanny e Alexander, Festen) e nella seconda parte il genio di Andrej Tarkovskij e quel suo viaggio nella psiche chiamato “Solaris”. 

Vi auguro una buona visione, possibilmente soli e con uno stato d’animo rilassato.

Erland Josephson: Passione cinema

In onore all’attore Erland Josephson, morto in questi giorni, suggerisco la visione del film “Passione”, ultimo della cosiddetta “tetralogia del Faro” (insieme a Come in uno specchio, L’ora del lupo e La vergogna). Quattro analisi d’inferni privati: Andreas (Von Sydow) che si è condannato alla solitudine, Anna (Ullman) alla quale in un incidente sono morti figlio e marito, i coniugi Vera (Anderson) ed Elis Vergérus (Josephson) che, egoista, è l’unico che sta bene all’inferno. Bergman ricorre alla voce fuori campo per la descrizione dell’inferno e alle interviste degli attori per commentare i personaggi che interpretano.

“Passione” è un film maturo, lungo la filmografia del regista, un film silenzioso (non c’è una colonna sonora), nel quale lo spettatore è chiamato a un’operazione di riempimento della psiche dei personaggi, costretto dagli ampi margini lasciati vuoti dal regista.

La condizione proiettiva, osmotica, richiede allo spettatore una scomposizione iniziale della propria esperienza percettiva, modellandola sui quattro personaggi e a una ricomposizione successiva, quando Bergman evolve da una descrizione esperienziale delle relazioni tra i quattro a una narrativa morale dell’inferno che li circonda. L’eleganza è concentrata nei modi dell’affettato signor Vergérus e la disperazione della condizione infernale nella danneggiata Anna. La polarizzazione sublime-infernale del film Passione, crea un campo dinamico di assoluto piacere cinematografico. Buona visione

Legami

Provate a spegnere l'interruttore generale dell'elettricità e tutti i telefoni di casa. Eliminate ogni rumorino e rimanete seduti, magari di notte. Fate passare qualche minuto e cercate di sentire cosa accade alle vostre emozioni. Quali sensazioni compaiono nell'isolamento? Un isolamento profondo, difficile da ottenere in questi anni di interconnessione permanente...

L’esperienza suggerita dovrebbe darvi una vaga percezione della dipendenza e del bisogno innato di sentirci costantemente “protetti dal branco”.

La questione è osservare come si sta modificando il grado e la qualità della nostra dipendenza dagli altri. Il nostro bisogno di sentirci continuamente in contatto con qualcuno. A differenza del DSM (Manuale Diagnostico Statistico), che relega la dipendenza a un cluster ben preciso di disturbi di personalità, ritengo che la dipendenza sia alla base della gran parte dei disturbi di personalità: paranoide, narcisistico e appunto dipendente.

Ognuno di noi, anche nella sua normalità (apparente) dà una coloritura personale al proprio stile di dipendenza: chi la nega, chi la rende sadica, chi la percepisce come persecutoria, chi la soffre fisicamente e chi la organizza in forme reattive evitanti.

Mille sono le sfumature che descrivono la molteplicità del complessa vicenda dei legami e delle dipendenze umane e interessante rimane la sfida di delineare, sempre più precisamente, il proprio stile di dipendenza e dare una sbirciatina a quello di chi ci sta accanto.

test sulla dipendenza affettiva

Sento i tuoi pensieri


Londra, 1 febbraio, 2012.

In futuro sarà possibile 'ascoltare' i pensieri di qualcun altro.

E' il risultato sorprendente a cui sono giunti alcuni ricercatori dell'Università di Berkley - California, che sono riusciti a decifrare il suono delle parole nella testa. 

Il risultato dell'esperimento, realizzato registrando le onde elettriche nel cervello, è stato pubblicato sulla rivista Plos Biology.

Già in uno studio dell'anno scorso alcuni pazienti, con elettrodi applicati al cervello, erano riusciti a muovere un cursore su uno schermo semplicemente col pensiero. 

Ma il professore Jack Gallant e il suo team californiano sono andati oltre, registrando le onde cerebrali prodotte da 15 pazienti epilettici nell'ascoltare un discorso. Con l'aiuto di un modello sviluppato al computer, gli scienziati hanno quindi associato le onde neurali alle parole udite. 

Quindi hanno effettuato la controprova: ai pazienti hanno chiesto di scegliere una parola e, tramite le onde cerebrali, sono riusciti ad indovinarla. 

(fonte: AGI.it)

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...