Bugia: una realtà parallela

Se ammettessimo che le bugie sono una versione distorta della realtà esterna all’individuo, ma aderente a una realtà più intima e indicibile, sarebbe possibile utilizzarle per conoscere l’individuo che ne fa uso. 

Il contenuto di una bugia può non essere completamene casuale. Come nei sogni, il contenuto manifesto ha attinenza con il contenuto latente. 

Tornerebbe utile a questo scopo, cercare di decodificare la maschera che, come nel sogno, la parola ha dovuto indossare per ingannare la dogana della coscienza e poter uscire allo scoperto. Questa volta sotto forma di bugia.

Paradossalmente, la bugia potrebbe essere un tentativo di ricerca della realtà, contorto e mascherato.

Nella psicoterapia, prima di procedere in questa operazione, il terapeuta deve istituire in sé un regime di legalità.

Chi una volta ha proclamato la violenza con i propri metodi, è costretto a scegliere la menzogna come proprio principio. Un uomo semplice e coraggioso deve compiere solo un passo, non partecipare alla menzogna” (A. Solgenitsyn)

Verso la connessione

James Kepner (1993) sui processi corporei in psicoterapia, afferma che esistono essenzialmente tre principali diramazioni della visione della persona come addizione di parti: monismo, dualismo e parallelismo. Ognuna di esse conduce ad un approccio terapeutico differente.

Nella visione monistica la mente è il prodotto della chimica elettrofisica del cervello: una persona equivale al funzionamento dei suoi organi e i suoi problemi possono essere individuati e trattati curando i particolari organi compromessi.

Nel dualismo le sfere di mente e corpo sono completamente separate tra loro, e ognuna di esse richiede un trattamento a sé; la terapia verbale per i problemi mentali e la terapia fisica per la sofferenza corporea. In alcuni approcci dualistici si ammette che queste due sfere possano avere effetto l'una sull'altra, ma si ritiene che l'approccio più desiderabile sia quello di un corretto trattamento della sfera in cui ha sede “il problema reale”.

Nel modello del parallelismo le sfere del corpo e della mente sono considerate separate eppure strettamente collegate, così che l'una inevitabilmente ha effetti sull'altra. A seconda del grado di connessione che si percepisce tra le parti, i problemi di una sfera saranno espressione della disfunzione che esiste nell'altra, ed i cambiamenti che avvengono in un'area avranno impatto sull'altra.

Gli autori degli approcci corporei o psicocorporei (Feldenkrais, Reich, Rolf, Lowen) individuano il miglioramento terapeutico là dove si procede per connessioni e scambi.

La psicoterapia della Gestalt definisce il Sé come un processo fluido, versatile e flessibile nelle possibilità e qualità, essendo in relazione con le specifiche richieste dell'organismo e dell'ambiente. Il Sé non ha natura propria se non quando è in contatto o in relazione con l'ambiente. In questo senso può essere visto come l'integratore dell'esperienza.

Intelligenza ed emozioni


Esprimere una critica costruttiva è l'elemento chiave dell'intelligenza emotiva.

L'intelligenza emotiva è l'uso intelligente delle emozioni: tu intenzionalmente fai lavorare per te le tue emozioni utilizzandole come sussidio per guidare il tuo comportamento e il tuo pensiero in modo da incrementare i risultati. 

L'intelligenza emotiva viene usata sia intra-personalmente (aiutando se stessi) sia inter-personalmente (aiutando gli altri).

L'intelligenza emotiva deriva da 4 elementi fondamentali:

1. Abilità di percepire, valutare ed esprimere emozione con esattezza;

2. Abilità di accedere ai sentimenti o generarli dietro richiesta, quando essi possono facilitare la comprensione di te stesso o di un'altra persona;

3. Abilità di comprendere le emozioni e la conoscenza che da esse deriva;

4. Abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emozionale e intellettuale.

Si può massimizzare l'efficacia dell'intelligenza emotiva sviluppando buone capacità di comunicazione, di esperienza interpersonale e una rilevante abilità nel saper consigliare. 

Al centro di ognuna di queste capacità c'è l'auto-consapevolezza, perché l'intelligenza emotiva ha inizio solo quando l'informazione affettiva entra nel sistema percettivo

Capire che cosa ti spinge ad agire in un determinato modo è la premessa necessaria per poter modificare le tue azioni in vista di risultati migliori. E' importante che tu comprenda quali siano le cose importanti per te, quale sia la tua partecipazione agli eventi, che cosa vuoi effettivamente, come ti senti e come ti poni rispetto agli altri.

Ciò di cui hai bisogno per accrescere la consapevolezza delle tue capacità è una riflessione seria e il coraggio di esplorare quali sono le tue reazioni davanti alla gente e agli avvenimenti della tua vita lavorativa, è tutto nelle tue mani.

I comportamenti da mettere in atto saranno:

1. Esaminare su che basi poggiano le tue valutazioni;

2. Trovarti in armonia con i tuoi sensi;

3. Entrare in contatto con i tuoi sentimenti;

4. Apprendere quali sono le tue intenzioni;

5. Prestare grande attenzione alle tue azioni.

La tua vita è "ciak si gira" o "sei in onda"?


La domanda sostanzialmente chiede se la tua vita è una storia da cinema o un programma televisivo. 

Non è una domanda esistenziale e la risposta è più semplice di quello che può sembrare. 

Si potrebbe riformulare in questo modo: 
"Nella tua vita guardi “in camera” o no?" 

Perché questa è la prima e più evidente differenza tra cinema e televisione: nel primo non si guarda mai l’obiettivo, nella seconda possibilmente sì, rafforza il rapporto tra chi è inquadrato e lo spettatore. 

Questa differenza ha una sostanziale influenza su come si svolgono gli eventi, in questo caso la tua vita. Prova a farci caso oggi, quando sarai in mezzo ad altre persone. 

Immagina che l’obiettivo della telecamera siano gli occhi degli altri, nota quanto guardi quell’obiettivo e quanto dipende da quell’inquadratura lo svolgimento della scena. La quantità di tempo che “guardi in camera” sarà espressione del grado di dipendenza da quello sguardo, da quell’obiettivo e quanto la tua scena, la tua vita sono influenzate “dall’inquadratura”. 

La dipendenza non ha nessuna accezione negativa in questo contesto. Qui ci interessa soltanto misurarne la presenza nello svolgimento della tua storia, quanto influenza la narrazione della tua esperienza e se, uscendo di casa, la tua vita è un film o un programma televisivo.

Termini utili per la psicologia quotidiana

Angoscia: è considerata come la risposta dell'Io all'operazione dell'istinto di morte. Quando l'istinto di morte è deflesso assume tre forme principali:

Paranoide, dovuta alla proiezione dell'istinto di morte su un oggetto o su oggetti che vengono allora sperimentati come persecutori. L'angoscia viene dal timore che questi persecutori annientino l'Io e l'oggetto ideale. Trova origine nella posizione schizoparanoide.

Depressiva, dovuta al timore che la propria aggressività annienti o abbia annientato il proprio oggetto buono. Viene sperimentata nei riguardi dell'oggetto e nei riguardi dell'Io, che si sente minacciato nella identificazione con l'oggetto. Si origina nella posizione depressiva, quando l'oggetto è percepito come oggetto intero e il bambino sperimenta la propria ambivalenza.

Di castrazione, è principalmente di tipo paranoide, originandosi nella proiezione che il bambino fa della propria aggressività, ma può anche contenere elementi depressivi; per esempio l'angoscia di perdere il proprio pene come organo di riparazione.

Colpa: è la realizzazione dolorosa di aver danneggiato il proprio o i propri oggetti amati. Si origina nella posizione depressiva, quando l'ambivalenza viene sperimentata verso i genitori come oggetti interi. I genitori amati in modo ambivalente, introiettati nella posizione depressiva, formano il nucleo del Super-Io.

Depressione: è uno stato mentale in cui i sentimenti penosi della posizione depressiva vengono sperimentati in parte o pienamente. Può essere una reazione normale a esperienze di perdita, o patologica, in modo nevrotico o psicotico.

Difese maniacali: si sviluppano nella posizione depressiva come una difesa contro l'esperienza di angoscia depressiva di colpa e di perdita. Sono basate su un diniego onnipotente della realtà psichica; i rapporti oggettuali sono caratterizzati da trionfo, dominio e disprezzo.

Idealizzazione: è un meccanismo schizoide, connesso con la scissione e il diniego. Le caratteristiche non volute di un oggetto vengono negate e la libido del bambino proiettata nell'oggetto. Sebbene appartenga primariamente alla posizione schizoparanoide, l'idealizzazione può essere usata come parte delle difese maniacali contro le angosce depressive.

Mondo interno: è il risultato della operazione della fantasia inconscia, per cui gli oggetti sono introiettati e un complesso mondo interno viene costruito nell'Io, in cui gli oggetti interni sono sentiti in un rapporto dinamico tra loro e con l'Io.

Oggetti bizzarri: sono il risultato di identificazioni proiettive patologiche, in cui l'oggetto è percepito come scisso in minuti frammenti, ciascuno dei quali contiene una parte proiettata del Sè. Questi oggetti bizzarri sono sperimentati come energeticamente caricati con grande ostilità.

Oggetti interni: sono oggetti introiettati nell'Io.

Oggetti parziali: sono oggetti caratteristici della posizione schizoparanoide. Il primo oggetto parziale sperimentato dal bambino è la mammella. Presto altri oggetti parziali vengono sperimentati, prima di tutti il pene.

Oggetto ideale, mammella o pene, è sperimentato dal bambino nella posizione schizoparanoide, come il risultato della scissione e del diniego della persecuzione. Tutte le esperienze buone del bambino, reali e in fantasia, sono attribuite a questo oggetto ideale, che egli mira a possedere e col quale tende a identificarsi.

Oggetto cattivo (o persecutorio), è sperimentato come il risultato della scissione, nella posizione schizoparanoide. In esso viene proiettata tutta l'ostilità del bambino, e tutte le esperienze cattive vengono attribuite alla sua attività.

Oggetto buono, l'oggetto parziale buono è di solito la mammella o il pene, come viene sperimentato nella posizione depressiva, in rapporto a esperienze buone. E' sentito come una sorgente di vita, di amore e di bontà, ma non è ideale. Le sue qualità cattive sono riconosciute e può essere sperimentato come frustrante, in contrasto con l'oggetto ideale. E' sentito come vulnerabile agli attacchi, e quindi è spesso sperimentato come danneggiato e distrutto. La mammella buona e il pene buono sono sentiti come appartenenti rispettivamente alla madre buona e al padre buono, ma possono essere sperimentati prima che il rapporto con l'oggetto intero sia completamente stabilito.

Persecutori: sono oggetti in cui parte dell'istinto di morte è stato proiettato. Danno luogo ad angoscia paranoide.

Posizione depressiva: ha inizio quando il bambino riconosce la madre come oggetto intero. E' una costellazione di rapporti con l'oggetto e di angosce caratterizzate dall'esperienza che il bambino fa di attaccare una madre amata in modo ambivalente e di perderla come oggetto esterno e interno. Questa esperienza dà luogo a dolore, colpa e a sentimenti di perdita.

Posizione schizoparanoide: è la fase più precoce dello sviluppo. E' caratterizzata dal rapporto con oggetti parziali, dalla prevalenza della scissione nell'Io e nell'oggetto e da angoscia paranoide.

Realtà psichica: l'esperienza della realtà psichica è l'esperienza del proprio mondo interno, inclusa l'esperienza degli impulsi e degli oggetti interni.

Riparazione: è un'attività dell'Io diretta a restaurare un oggetto amato menomato. Sorge nella posizione depressiva come reazione alle angosce depressive e alla colpa. La riparazione può essere usata come parte del sistema di difese maniacali, nel qual caso acquista le caratteristiche maniacali del diniego, del dominio e del disprezzo.

Senso di realtà: è la capacità di sperimentare la realtà psichica come tale e di differenziarla dalla realtà esterna. Coinvolge l'esperienza simultanea e la correlazione dei mondi interno e esterno.

Scissione: può coinvolgere l'oggetto e l'Io. La scissione più precoce è tra il Sè cattivo e il Sè buono e tra l'oggetto cattivo e quello buono. La deflessione dell'istinto di morte coinvolge una scissione della parte che è sentita contenere gli impulsi distruttivi dalla parte che è sentita contenere libido.


Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...