"Se mi ami, lasciami andare"

Nel periodo che va dai dieci mesi all'anno di età, il bambino comincia a muovere i primi passi, ad assumere più frequentemente una stazione eretta e spostarsi in avanti in equilibrio instabile. Di solito sotto gli occhi attenti dei genitori. Nell'autoregolazione che queste complesse operazioni richiedono agisce la regolazione interattiva con l’adulto presente. Il modo nel quale un bambino organizza la spinta naturale all'elevazione e nella deambulazione, risente del campo interattivo-relazionale, composto da affetti, sentimenti, storie e aspettative che caratterizzano quel campo. Minore sarà l'influsso e il condizionamento sul naturale sviluppo delle funzioni vitali, più ampio sarà il senso di realtà che l'individuo riuscirà a ottenere da esse. La progressiva stabilità nella stazione eretta del bambino, gli permette una maggiore motilità in virtù della diminuzione del momento di inerzia. Gli consente inoltre la liberazione degli arti superiori dalla loro subordinazione alle funzioni di supporto e locomozione (nella posizione carponi).

La differenziazione della struttura corporea in termini di carica e scarica è estesa agli arti. Tutta la metà superiore può essere ora destinata alla funzione di carica dell'energia. La scarica energetica diventa ancor più specializzata quale funzione della metà inferiore del corpo, poiché questa metà assumerà l'importante funzione del movimento dell'organismo nello spazio. Questo sviluppo del principio della realtà è esso stesso il prodotto di un nuovo e più alto livello della funzione energetica. Si arriva infatti ad affermare che il rapporto libera energia/massa è così grande nell'organismo umano da consentire a tutta l'estremità frontale dell'organismo di sollevarsi dal suolo, e da rendere possibili le differenziazioni, le specializzazioni e il controllo che identifichiamo con l'essere umano” (Lowen A., Il linguaggio del corpo, 1978)

Andiamo d'accordo?


Nel procedere dello sviluppo, il bambino si trova immerso in relazioni dalle quali dipende la sua sopravvivenza, soprattutto quelle con le figure di accudimento (care-givers). 

Il bambino agisce in queste relazioni attraverso il corpo e reagisce ad esse attraverso una strutturazione personalizzata delle funzioni vitali (scheletriche, muscolari, vegetative, cognitive). 

Il processo di attunement nella diade madre-bambino consiste in una sintonizzazione nella quale la madre coglie dei segni del bambino (lallazione, pianto, movimenti, ecc.) e li riproduce trans-modalmente. 

Il termine trans-modale mette in luce come una modalità sensoriale, ad esempio quella sonoro-uditiva del bambino (lallazione, pianto, vocalismi, ecc.), venga riprodotta, ad esempio, nel registro sensoriale motorio della madre. 
Scrive Stern:

Il bambino vede un giocattolo e sforzandosi di raggiungerlo emette dei suoni. La madre lo guarda e a sua volta guardata, muove il proprio corpo in estensione (registro sensoriale motorio) con un'intensità, tempo e ritmo analoghi alle vocalizzazioni (registro sonoro-uditivo) del bambino. Analogamente una motricità del bambino può essere trasposta in un suono emesso dalla madre. In questo modo si stabilisce un dialogo tra madre e bambino” (Stern, D., Il mondo rappresentazionale del bambino, 1987)

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...