La rana e il pipistrello


Piccolo esempio di pensiero sistemico.

Vari esperimenti etologici hanno confermato che una rana, messa in una scatola insieme a delle mosche morte, in poco tempo morirà di fame. 

Il suo sistema sensoriale infatti è progettato per individuare le possibili prede attraverso la combinazione di quattro parametri: contrasto tra figura e sfondo, la forma rotondeggiante, il movimento, la luce. Quindi le mosche morte non sono considerate dalla rana delle prede appetibili. 



Il pipistrello, invece, per cacciare utilizza un sofisticato sistema sonar. L'animale emette un breve impulso di frequenza variabile tra 30.000-80.000 vibrazioni al secondo e ascolta l'eco che proviene dagli oggetti vicini. 

Il tempo che intercorre tra l'emissione dell'impulso e il ritorno dell'eco serve al pipistrello per misurare la distanza dal bersaglio, mentre le differenze nell'intensità degli echi lo aiutano a determinare la direzione. 

Le orecchie del pipistrello hanno sviluppato strutture muscolari di assorbimento che proteggono il suo udito dagli effetti degli impulsi emessi e allo stesso tempo gli permettono di captare echi 2000 volte più deboli dei suoni prodotti. 

Un dato conferma la differenza nei diversi modi di percepire l'ambiente: la vita media di una rana è di tre anni, mentre alcune specie di pipistrelli vivono fino a cinquant'anni.

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