Corpo e Techne

“La verità non è la lotta tra l'asserzione vera e quella falsa, ma l'apertura all'universo del senso ambivalente della realtà corporea, che sta prima di ogni significato, e che nessun significato promosso da una decisione scientifica può abolire, perché è prima di ogni inizio e dopo ogni conclusione” (Galimberti U., Il corpo)


La molteplicità del corpo e la sua ambivalenza di fondo, sono aspetti rinnegati che non trovano molto spazio nel rapporto quotidiano che abbiamo con noi stessi. La componente fondamentale di questo rapporto è anche quella di cui abbiamo meno esperienza, il tempo che il corpo produce. Il tempo diventa, nel rapporto col corpo, il principale aspetto rinnegato che trascina con sé la repressione a cui è soggetta l'intera esperienza corporea.

Nel tentativo di sollevare il rimosso, la psicoterapia ha prodotto diversi approcci al corpo, tutti nati sotto le bandiere dell'integrazione e dell'esperienza olistica, per riprendere contatto con la molteplicità dell'esperienza e dare senso all'ambivalenza del vissuto personale. Da quelli psicofisici come la terapia reichiana, le terapie neo-reichiane e la psicoterapia della Gestalt, a quelli principalmente fisici come il Rolfing, il metodo Feldenkrais e la tecnica di Alexander. Si aggiungono più tardi i metodi combinati come l'associazione di Darbonne del Rolfing con la bioenergetica e la psicoterapia della Gestalt, o la combinazione di Rubenfeld della tecnica di Alexander con il metodo Feldenkrais e la psicoterapia della Gestalt, e l'associazione di Mehl di ipnosi e cinesiologia applicata.

“Nelle situazioni di contatto il sé è il potere che forma la gestalt nel campo; o meglio, il sé è il processo della figura/sfondo nella situazione di contatto. Il senso di questo processo formativo, il rapporto dinamico tra figura e sfondo, è l'eccitazione: l'eccitazione è il sentire la formazione della figura/sfondo nelle situazioni di contatto, man mano che la situazione incompiuta tende a completarsi. Per converso, giacché il sé esiste non come un'istituzione fissa, ma in particolare come adattamento a problemi più intensi e difficili, quando queste situazioni sono quiescenti o si avvicinano all'equilibrio, il sé diminuisce“ (Perls F., Hefferline R. F., Goodman P., Teoria e pratica della terapia della Gestalt)

Affetto e sadismo

"Il sadismo è la tendenza a infliggere dolore agli altri per provare piacere personale" (Lo Zingarelli).

Nella mia esperienza clinica con pazienti psichiatrici gravi (psicotici, borderline), ho notato che gran parte dei loro genitori sono stati abbandonici, rifiutanti o assenti affettivamente. Questo sembrerebbe dimostrare che l’assenza prolungata, reale o emotiva, della figura di accudimento, ha ripercussioni consistenti sull’equilibrio psichico del bambino. Nel caso dell’allattamento, il periodo di allucinazioni cannibalesche che il bambino vive dal quarto mese fino a svezzamento completato, potrebbe essere bruscamente interrotto da un genitore assente. Anche nel caso del sopraggiungere delle tendenze libidiche, verso il primo anno di età, la sovrapposizione di bisogni orali e sessuali del bambino può trovare un genitore impreparato a questo tipo di contatto.

Il corpo del bambino si muove in funzione dei suoi bisogni fisiologici, il corpo dell’adulto si muove in funzione anche di bisogni morali. Il contatto fisico che un genitore stabilirà col proprio figlio, dipenderà da come egli sarà stato capace di far convivere bisogni morali e fisiologici. Se i primi hanno prevalso, il genitore tenderà alla pedo-fobia, e si troverà impacciato nel contatto col figlio. Se, al contrario, il genitore sarà rimasto molto attaccato ai suoi bisogni fisiologici, trovandosi in una condizione molto simile a quella del figlio, tenderà alla pedo-filia, e ad essere egli stesso invischiato in una sessualità perversa e polimorfa come quella del figlio.

Il bambino, durante l’allattamento, succhia il latte e riceve una stretta vigorosa che lo fa sentire al sicuro. Dopo qualche mese che le cose vanno così, nel corso di questi contatti con il genitore, egli comincia a sentire un’indefinita sensazione di piacere localizzata nella zona genitale, che comincia a guardare e toccare. A questo punto è il genitore che deve fare i conti con la propria sessualità. Potrebbe accadere che se questi conti non tornano, il genitore continua a essere disponibile per la soddisfazione dei bisogni orali, ma non accetta alcuna forma di sessualizzazione. Il bambino, che dipende dal genitore per la sua sopravvivenza, è costretto a negare il piacere sessuale che prova in quel contatto o trasformarlo in qualcos’altro, il più delle volte la sessualità negata diventa aggressività orale accentuata, e il bambino morde il capezzolo della madre durante l’allattamento o cerca di stringerla più che può con la sue piccole mani. Questa prima forma di sadismo ha la doppia funzione di scarica delle tensioni sessuali negate del bambino e una punizione che egli opera sul corpo del genitore che non ha accettato tutti i suoi bisogni.

“Diciamo che il nerbo del factum è dato dalla massima che propone la sua regola al godimento, insolita nel suo porsi in termini di diritto alla moda di Kant, dato che si pone come regola universale. Enunciamo la massima: Ho il diritto di godere del tuo corpo e questo diritto lo eserciterò, senza che nessun limite possa arrestarmi nel capriccio delle esazioni che io possa avere il gusto di appagare. Ecco la regola cui si pretende si sottomettere la volontà di tutti, per poco che una società la renda effettiva con le sue costrizioni” (Lacan J., Kant con Sade, in Scritti, vol. II, Bollati-Boringhieri, 1974)

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...