Breve glossario sul carattere

Carattere: letteralmente “segno inciso”, definisce la struttura tipica di un individuo, il suo modo stereotipato di agire e di reagire.

Il carattere connette gli stadi evolutivi con i momenti nei quali si creano delle fissazioni, degli ancoraggi a esperienze precise della storia di un individuo. Queste fissazioni lasciano dei segni incisi a livello corporeo e su tutti gli apparati del Sé. Il carattere diviene allora un’accezione molto vasta che include anche il corpo, secondo l’idea che esiste una specificità nell’essere umano che si estende in tutti i sottosistemi: le architetture mentali, neuroendocrine, neurovegetative, muscolari ecc.


Fissazione: ogni individuo evolve passando per determinate fasi di sviluppo rimanendo attaccato a modi di espressione, relazioni e organizzazioni dell’energia che esprimono le esperienze infantili. Queste esperienze possono contribuire ad arrestare la maturazione a vari livelli provocando la fissazione a uno stadio dello sviluppo e creando la persistenza di vecchi modelli di funzionamento. Il concetto di fissazione possiede un incontestabile valore descrittivo, per questo Freud l’ha usato nelle varie fasi del suo pensiero per spiegare l’origine delle nevrosi. Per Wilhelm Reich la fissazione non è solo della psiche, ma anche del corpo e dei livelli funzionali, che richiamano le fasi evolutive e i relativi tratti caratteriali.


Corazza: in senso fisico è l’insieme degli atteggiamenti muscolari che un individuo sviluppa per bloccare le emozioni e le sensazioni organiche. La corazza caratteriale corrisponde funzionalmente alla corazza muscolare ed è l’insieme dei tratti tipici caratteriali, che un individuo sviluppa per bloccare le sue emozioni e che si esprimono nella corazza muscolare.


Autopoiesi: letteralmente “produzione di sé”; si tratta di uno schema generale di organizzazione comune a tutti i sistemi viventi, qualunque sia la natura dei loro componenti. Questo schema prevede una rete di processi di produzione in cui la funzione di ogni componente è quella di partecipare alla produzione o alla trasformazione di altri componenti della rete. In questo modo l’intera rete produce continuamente se stessa. Una caratteristica importante dell’organizzazione autopoietica dei sistemi viventi è la creazione di un confine che specifica il campo delle operazioni della rete e definisce il sistema come un’unità.


vedi Sigmund Freud e Wilhelm Reich

La prima cosa che guardo di una persona? Le mani

“Dopo anni di ricerche, durante i quali ho condotto molti esperimenti ho concluso che ci sono molte cose diverse che le nostre dita possono raccontarci” (John Manning). Tutto questo avviene perché la crescita delle dita, in particolare dell’anulare, nel bebé e fin dal pancione della mamma, è influenzata dai livelli di testosterone, l’ormone maschile. In effetti, i recettori del testosterone sono localizzati in modo particolare lungo questo dito: dunque il fatto di avere un anulare più o meno lungo può essere un indicatore di quanto il ragazzino, crescendo, sarà “mascolino”. Naturalmente la lunghezza delle dita dipende dalla conformazione fisica perciò, per avere un dato obiettivo, occorre confrontare la lunghezza dell’anulare con quella dell’indice, la cui crescita, invece, nella fase intrauterina, è legata agli estrogeni.

Il confronto tra la lunghezza di indice e anulare riflette il rapporto tra mascolinità e femminilità di mente e corpo. Un anulare lungo è in sintesi una caratteristica tipicamente maschile, mentre un indice “importante” è legato alla sfera femminile. Quando un uomo ha un dito indice molto sviluppato, questo denota una particolare sensibilità. Una donna invece, quando possiede un dito indice più lungo dell’anulare, sarà una fantastica casalinga, un’ ottima amministratrice oppure anche un’operatrice sanitaria di prim’ordine. I difetti? Potrà essere, magari, un po’ nevrotica, e più vulnerabile ai tumori precoci al seno. Se la stessa caratteristica tocca agli uomini, siamo in presenza di un segnale di maggiore rischio di attacco cardiaco prematuro. In età infantile, sarà un soggetto più emotivo e si lamenterà spesso di mal di testa e paure improvvise. Per entrambi i sessi un super-indice è collegato a una maggior vulnerabilità nei confronti di allergie, eczema, asma e febbre da fieno. Gli uomini tendono ad avere meno figli rispetto a quelli con anulari molto sviluppati, mentre le donne sono più esposte ai disordini alimentari, in particolare alla bulimia. Infine tra i caratteri positivi associati a un indice lungo è una particolare abilità nell’uso delle parole.

vedi The Finger Book di John Manning

a Sai Baba

Sai Baba

Oggi è morto Sai Baba.

L'insegnamento di Sathya Sai Baba si fonda sul concetto che l'uomo sia essenzialmente divino e che debba quindi impegnarsi a riscoprire la propria natura divina.

Sathya Sai Baba ha più volte affermato di non voler fondare una nuova religione, né una setta o un nuovo credo, o di volere raccogliere proseliti; nonostante sia nato in un contesto induista, il suo messaggio vuole essere universale e si rivolge indistintamente ai fedeli di tutte le religioni a cui raccomanda la sincera adorazione di Dio nelle forme e nei mezzi propri di ciascuna religione: cardine del suo insegnamento è infatti l'unità delle religioni e delle discipline spirituali, concepite come strade differenti verso l'unico Dio

Molta importanza è data al canto devozionale(bhajan) e alla preghiera (con la ripetizione dei mantra), al servizio altruistico disinteressato (seva), e allo studio della spiritualità attraverso i testi sacri e spirituali di ogni tradizione o cultura.
Afferma inoltre che l'essere umano, per potersi definire tale, dovrebbe vivere secondo cinque valori principali, i cosiddetti valori umani, presenti – seppur in modo latente – in ogni individuo: verità, amore, pace, rettitudine e non-violenza; la cui costante e progressiva riscoperta e messa in pratica costituisce la vera essenza della ricerca spirituale (Wikipedia)

campane tibetane musicoterapia

Il setting dissipativo

Per struttura dissipativa (o sistema dissipativo) si intende un sistema termodinamicamente aperto che lavora in uno stato lontano dall'equilibrio termodinamico scambiando con l'ambiente energia, materia e/o entropia.

I sistemi dissipativi sono caratterizzati dalla formazione spontanea di anisotropia, ossia di strutture ordinate e complesse, a volte caotiche.

Questi sistemi, quando attraversati da flussi crescenti di energia e materia, possono anche evolvere, passando attraverso fasi di instabilità ed aumentando la complessità della struttura (ovvero l'ordine) e diminuendo la propria entropia (neghentropia).

Il termine "struttura dissipativa" fu coniato dal premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine alla fine degli anni '60. Il merito di Prigogine fu quello di portare l'attenzione degli scienziati verso il legame tra ordine e dissipazione dell'energia, discostando lo sguardo dalle situazioni statiche e di equilibrio generalmente studiate fino ad allora, e contribuendo in maniera fondamentale alla nascita di quella che oggi viene chiamata epistemologia della complessità.

In natura i sistemi isolati sono solo un'astrazione o casi particolari, mentre la regola è quella di sistemi aperti che scambiano energia con i sistemi limitrofi e grazie a questo sono in costante evoluzione.

Fra gli esempi di strutture dissipative si possono includere i cicloni, la reazione chimica di Belousov-Zhabotinskyi, i laser, e - in scala più estesa e complessa - gli ecosistemi e le forme di vita.

Un esempio molto studiato di struttura dissipativa è costituito dalla cosiddette celle di Bénard, strutture che si formano in uno strato sottile di un liquido quando da uno stato di riposo ed eqp-uilibrio termodinamico viene riscaldato dal basso con un flusso costante di calore.

Raggiunta una soglia critica di temperatura, alla conduzione del calore subentrano dei moti convettivi di molecole che si muovono coerentemente formando delle strutture a celle esagonali (ad “alveare”).

Con le parole di Prigogine: "L'instabilità detta “di Bernard” è un esempio lampante di come l'instabilità di uno stato stazionario dia luogo ad un fenomeno di auto-organizzazione spontanea" (Wikipedia)

Che sonno questi giorni...


Con il cambio di stagione, è normale avvertire una sensazione di sonnolenza e stanchezza diffusa. Clinicamente, tale condizione si definisce con il termine di astenia (dal greco “stenos” ovvero “mancanza di forze”) e colpisce in media due persone su dieci. Il periodo più a rischio di questo stato di affaticamento generalizzato è proprio l’inizio della primavera, periodo in cui si ha un cambio importante di stagione determinato dal sensibile allungamento delle ore di luce. Per molte persone questa “strana stanchezza” (“strana” in quanto apparentemente instancabile) può durare pochi giorni o un paio di settimane, per altre invece può protrarsi per parecchio tempo e sembrare non diminuire neppure con il riposo. Paradossalmente più si dorme, più ci si sente stanchi, svogliati e privi di energia.

I SINTOMI DELL’ASTENIA
Sonnolenza diurna
Sensazione di affaticamento continuo
Mancanza di energia
Svogliatezza
Difficoltà di concentrazione
Difficoltà a comunicare concetti complessi
Facilità a dimenticarsi nomi, luoghi, impegni
Predisposizione a piccoli incidenti
Perdita di appetito
Perdita generale degli interessi
Inclinazione all’isolamento
Problemi di deambulazione e coordinamento

PERCHÉ SUCCEDE
Le cause dell’astenia possono essere diverse e non prettamente legate al cambio di stagione o a particolari problemi di salute. La stanchezza, nella maggior parte dei casi, è un campanello d’allarme che non va ignorato: ci avvisa che è in atto uno stress fisico, psicologico o emotivo. Occorre in questo caso analizzare il ritmo o le abitudini della nostra vita, rimediando e compensando dove vi sia necessità di un cambiamento. Solo in pochi casi infatti la stanchezza è legata ad una malattia organica (come l’anemia o l’ipertiroidismo) o costituisce una vera e propria sindrome: quella da affaticamento cronico.

TANTO SONNO NELLA STAGIONE DEL RISVEGLIO!
Se la primavera è la stagione del risveglio perché molti di noi si sentono stanchi e non desiderano altro che dormire? Con l’arrivo della bella stagione si verifica un aumento dell’attività funzionale di tutto l’organismo e ciò comporta un maggior consumo di energia, che si traduce in un calo di forze. Inoltre, uscendo da una fase di “letargo”, che è quella invernale, questo stimolo improvviso può trovare il nostro corpo impreparato. Per potersi adeguare ai nuovi ritmi è normale quindi passare per una fase più o meno lunga di adattamento.
(Beautys-magazine.com)

Introduzione a un sintomo nevrotico

L’angoscia è un sintomo nevrotico. Quando è rimossa si manifesterà sotto forma di irrequietezza, tachicardia o respirazione affann...