Analisi di un delinquente




"Terapia e pallottole" di Harold Ramis - 1999



Le tecniche attive che incoraggiano lo stabilirsi di una traslazione narcisistica sono indispensabili nel trattamento di alcuni tipi di delinquenza comune (Aichorn, 1938).

Sono misure di emergenza necessarie per creare un legame emotivo con l’analista, cioè per la focalizzazione del Sé grandioso o dell’imago parentale idealizzata, che impedirà al paziente di abbandonare l’analisi.

La capacità di un delinquente di attaccarsi all’analista con un’ammirazione manifesta può indicare che un’imago parentale idealizzata e il desiderio profondo di formare una traslazione idealizzante erano già presenti, ma negati o nascosti.

Il delinquente si abbandona nel corso della sua vita, in modo manifesto, al suo Sé grandioso, evita l’imbarazzo che gli atteggiamenti idealizzanti possono comportare e nella sua rigidità nasconde la paura del ridicolo.

Dietro queste paure preconsce di disonore sociale vive la paura inconscia di un rifiuto traumatico dell’idealizzazione da parte dell’oggetto idealizzato.

Inconsciamente egli vive una costante paura di frustrazione narcisistica che provocherebbe “tensioni narcisistiche intollerabili e dolorose esperienze di vergogna e ipocondria” (Kohut, 1971).

Dal trattamento delle sindromi coesive di delinquenza emerge che il soggetto ha una fissazione sia sull’imago parentale idealizzata, sia una tendenza di traslazione patologica che corrisponde a questa costellazione idealizzante.

Intorno a questo desiderio di un oggetto idealizzato si dispongono gli strati della personalità che negano questo desiderio e che proclamano apertamente di disprezzare tutti gli ideali e i valori.

In altre parole esiste un iperinvestimento difensivo del Sé grandioso acquisito forse dopo una dolorosa delusione nei confronti di un oggetto idealizzato o dopo la perdita di esso.

L’ostentazione di attività onnipotenti e l’orgoglio del delinquente per la sua capacità di manipolare spietatamente il suo ambiente, servono a sostenere le difese contro la presa di coscienza del suo desiderio di un oggetto Sé idealizzato perduto e contro il vuoto e la mancanza di autostima nascosti sotto il Sé grandioso.

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