La simpatia e i rischi dello svelamento di un segreto




"La grande abbuffata" di Marco Ferreri - 1973


"L'essere umano è l'unica creatura
che si rifiuta di essere ciò che è"
(Albert Camus)



La persona scherzosa, sdrammatizzante, simpaticona ha l’esigenza di evitare un confronto con la realtà, una qualche realtà che il suo narcisismo non può tollerare.

Questa persona ridicolizza, sminuisce, nega.

Una certa simpatia sdrammatizzante, alcuni sadismi verbali o il disimpegno, sono espressioni di una struttura psichica narcisistica che deve evitare riflessioni, autocritiche e lo svelamento di una realtà psichica nella quale sta accadendo qualcosa di riprovevole.

Missionario di una pulsione rabbiosa il Narcisista Distruttivo (NaDi) evita di pensare e di soffrire, di riflettere sulla propria sofferenza e di sopportare il dolore di questo pensiero.

Al crocevia dell’odio” (Enriquez, 1984), il NaDi reagisce, interagisce e agisce una distruttività che espande agli altri perché essa lo minaccia radicalmente, nel momento in cui lo sviluppo degli eventi esigerebbe da tutti e da ciascuno un lavoro psichico.

Non bisogna pensare al Narcisista Distruttivo fuori dal rapporto con l’altro, con gli altri, con l’insieme e con il quadro ambientale con cui s’ingranaFissato com’è a non dover niente a nessuno, il NaDi arriva, più di ogni altro al mondo, a dipendere da chi gli sta intorno, dalle circostanze e dall’occasione. Il movimento perverso-distruttivo si compie solo col concorso involontario, ma attivo e necessario, dell’ambiente circostante” (Racamier, 1992).

Nell’agire silenzioso della distruttività su un fondo di diniego, il NaDi mette in opera una follia terribilmente efficace. Che essa scaturisca direttamente dalle profondità dell’inelaborato della sua storia e della sua soggettività o che essa sia stata strutturata da altri, più che l’azione di una forma erotica dell’odio (Stoller, 1978) è la realizzazione del narcisismo di morte (Green, 1982) a caratterizzare la patologia del NaDi .

Qualunque sia la strutturazione psichica originale, nel NaDi si troverà sempre, uomo o donna, un predominio dei processi di diniego e di scissione, l’espulsione dei fantasmi infantili, un anti-edipo illimitato su un fondo di lutti non elaborati.

Sarà la perversione narcisistica ad articolare difese e processi fobici, paranoici perversi o psicopatici mobilitati e asservirli alla pulsione di morte.

Non è il più pazzo o il più debole dei membri di un gruppo o di una famiglia che diventerà un NaDi, ma colei o colui la cui identità, narcisismo e funzionamento psichico, verranno messi in difficoltà in modo radicale.

Ogni soggetto manipolato in circostanze favorevoli, e sottoposto a un après-coup traumatico può diventare un NaDi, è così che procede l’alienazione settaria (Diet, 1983). È essenziale comunque riconoscere nel paranoico e nel perverso narcisista un NaDi per vocazione.

Ogni volta che si corrono dei rischi di svelamento il NaDi scatena l’odio e l’invidia contro ogni movimento elaborativo, ogni tentativo di dare un senso, ogni comprensione che permetterebbe di superare le difficoltà mediante l’accettazione dei limiti e delle differenze, la sottomissione alla legge, la costruzione di un senso comune.

Per il NaDi è vitale distruggere e ridicolizzare chi, con il proprio lavoro, la propria capacità di dubitare e di creare, si rivelerebbe portatore di una potenza genitale che rinvierebbe alla loro impotenza i fantasmi infantili ed esigerebbe da lui che, rinunciando all’anti-edipo illimitato (Racamier, 1989), abbandonasse la sua posizione incestuosa per esistere come soggetto, uno tra gli altri, sottomesso al divieto che permette il desiderio, lo scambio e la collaborazione.

Rifiutando di diventare un uomo perché rifiuta il debito di essere figlio, il NaDi rifiuta che possano esistere dei fratelli capaci di generare; per non uccidere il padre ed evitare la sua legge, egli lo volge in derisione e proclama un mondo caotico di neonati avidi, invidiosi e impotenti.






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