Figli delle Fate

"The Quest for the Holy Grail" di Edwin Austin Abbey - 1895




"La giovinezza è una malattia,
chi non ha sofferto di questo male sacro,
non ha vissuto"
(Giovanni Papini)




Ogni bambino ha una sua follia e quando questa follia è particolarmente intensa si può arrivare alla diagnosi di psicosi infantile.

Quanto il bambino sia coinvolto nell’interazione umana è un dato percepito da ogni operatore. Questi soggetti dall’apparenza inaccessibile comunicano ai loro interlocutori grande ansia e aspettative. Frustrano, seducono, incoraggiano, spingono alla disperazione chiunque si accosti loro con disponibilità” (Sorrentino A.M., 1991).

Genitori e insegnanti rimangono turbati dal fascino di questi bambini.

I bambini con deficit organico non possiedono la sottile abilità di spargere intorno a sé un’aura magica.

Gli psicotici infantili invece attraggono, non solo adulti, ma anche coetanei. Inseriti in un gruppo, difficilmente vengono aggrediti, importunati o derisi.

Essi non sono mai ignorati dagli estranei. Proprio per questo, l’operatore resta colpito dall’apatia e dalla lontananza emotiva che caratterizza le madri di questi bambini.

Le madri frigorifero sono prive di quella capacità istintiva che è così piacevole osservare nell’interazione normale” (Kanner, 1943).

Le madri degli “organici” oscillano tra disperazione, furia, delusione, rancore, ma non raggiungono mai l’atteggiamento bloccato e carico di sordo dolore delle madri frigorifero.

Le madri degli psicotici sentono oscuramente l’attacco della patologia del loro bambino, la soffrono profondamente anche quando con disperazione la negano.

Spesso la madre viene definita dai membri della famiglia allargata, come cattiva, nervosa, pezzo di ghiaccio, inadeguata rispetto ai bisogni di un figlio così "sensibile".

Altrettanto spesso queste madri non si danno da fare per cancellare queste critiche.

Quello che pare darsi più da fare è il padre. 







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