Conversioni corporee degli stati d'ansia

"Melancholia" di Lars Von Trier - 2011



Negli stati di ansia è accentuata l’inibizione dei muscoli estensori e le persone che stanno attraversando un periodo di confusione emotiva sembrano incapaci di estensione completa.

Uno stato cronico di ansia inibisce i muscoli antigravitari (estensori) e per effetto della relazione fra eccitazione vestibolare e regioni cardiaca e diaframmatica, trattenere il respiro e contrarre i flessori attenuano le sensazioni legate all’ansia.

Se questo modello si integra nella postura, il portamento non è più completamente eretto e la posizione in piedi è mantenuta dalla tensione muscolare superflua per cui la persona deve compiere uno sforzo volontario per rimanere dritta.

La curva cervicale e quella lombare si accentuano e la mancanza di tono dei muscoli antigravitari, e specialmente di quelli che collegano le spalle al collo e le anche al bacino, finiscono per far spostare il baricentro in avanti; le dita dei piedi sono così costrette a portare più peso di quanto possono sopportare in permanenza i flessori delle dita, che sono così costrette a contrarsi fortemente e finiscono per torcersi o per cedere.

Quando il corpo sta in piedi in equilibrio stabile, il baricentro è appena al di sopra delle spine iliache antero-superiori e a metà distanza fra le due; una linea verticale calata dal baricentro passa appena avanti al ginocchio e ai malleoli e tocca terra entro l’area compresa tra i piedi, cioè entro la base d’appoggio” (Feldenkrais M., 1949)

L’espressione equilibrio stabile è da un punto di vista meccanico impropria, e dovrebbe essere sostituita dalla parola instabile. Ci sentiamo stabili con il baricentro più in alto possibile, perché questa posizione è la più facile da ripristinare, dato che il sistema nervoso è particolarmente adatto a raddrizzare il corpo e portarlo in questa posizione. È avvertita come stabile per via dell’abitudine che abbiamo a tornarci, ma meccanicamente, per definizione, è instabile.

Nei casi in cui la stazione eretta viene mantenuta in condizioni vicine alla postura ideale, un piano verticale passante per il baricentro e parallelo alle spalle attraversa la parte anteriore dell’articolazione della caviglia e l’apertura dell’orecchio (meato uditivo esterno).

Se si misura l’angolo formato dalla linea, la verticale che sale dall’articolazione della caviglia e dalla linea che unisce il meato uditivo al davanti del malleolo, si possono dividere le persone misurando la distanza tra queste due linee su un piano orizzontale.

La tabella detta Harvard University Chart, che fa parte dello studio Body Mechanics in Health and Disease di Joel H. Goldthwait, viene utilizzata per classificare la meccanica corporea e fornisce quattro profili:

Profilo 1 – Eccellente uso meccanico del corpo
1.     Capo direttamente al di sopra del torace, delle anche e dei piedi
2.     Petto in alto e in avanti
3.     Addome rientrato e piatto
4.     Usuali curve della schiena: non esagerate

Profilo 2 – Buon uso meccanico del corpo
1.     Capo troppo in avanti
2.     Petto non così in alto e in avanti
3.     Addome: cambiamento minimo
4.     Schiena: cambiamento minimo

Profilo 3 – Mediocre uso meccanico del corpo
1.     Capo in avanti rispetto alla gabbia toracica
2.     Petto appiattito
3.     Addome rilasciato in avanti
4.     Curve della schiena esagerate

Profilo 4 – Uso meccanico del corpo molto scadente
1.     Capo ancora più in avanti
2.     Petto ancora più appiattito e più indietro
3.     Addome completamente rilasciato, cadente
4.     Schiena: tutte le curve esagerate all’estremo



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