L'Ego e la Temperatura


"Holi Festival, Rajasthan" di Steve McCurry - 1996


"Il senso d'inferiorità
e il senso di colpevolezza
sono molto difficili da distinguere"
(Sigmund Freud)



Il precursore dell’idealizzazione è l’esperienza di un equilibrio narcisistico primario indisturbato.

La prontezza delle cure materne evita al bambino ritardi traumatici nel ristabilimento dell’equilibrio narcisistico quando questo viene disturbato.

La via d’uscita dal claustrofobico e potente universo simbiotico che ingloba il care-giver e il care-receiver dipende dal margine d’imperfezione del flusso di cure.

La capacità di tolleranza del receiver di questa misura d’imperfezione, permette una graduale modifica nella fiducia illimitata e nella perfezione assoluta del narcisismo primario.

Queste parziali interruzioni di flusso del calore emotivo e corporeo che Heinz Kohut chiama frustrazione ottimale, provocano una momentanea estromissione del receiver dalla simbiosi col giver. 

L'aspetto delicato e cruciale del processo è che non venga percepito come colpevolizzazione e rifiuto. Questo permette al soggetto di non sentire un senso d’inferiorità e dovervi rispondere con un potenziamento delle difese narcisistiche.

"Gli individui narcisisticamente disturbati spesso non riescono a sentire il calore o a conservarlo. Dipendono dagli altri per il calore emotivo e quello fisico. La loro pelle tende a essere poco vascolarizzata e sono sensibili a ogni abbassamento di temperatura" (Kohut H., Narcisismo e Analisi del Sé, 1971)

Il sentimento della vergogna determina vasocostrizione al livello della pelle e delle membrane mucose. Questo assetto neurovegetativo comporta che la vergogna è una sensazione di freddo che il narcisista non riesce a tollerare, gestire e compensare autonomamente.

La frustrazione ottimale permette la formazione di strutture interne al soggetto che gli consentono di calmare se stesso, tollerare la momentanea alterazione dell’equilibrio narcisistico, della temperatura corporea e dello stato di tensione emotiva.

La formazione di queste strutture psichiche sostiene l’Io e i sistemi vegetativi nella capacità di accedere alle risorse riparatrici e rigeneratrici che il corpo e la sua estensione psichica, la mente, posseggono.



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