L'individuo narcisista e il suo problema con la legalità

"Macbeth" di Orson Welles - 1948




"Cosa è male? Tutto ciò 
che deriva dalla debolezza"
(Friedrich Nietzsche)



Affermare se stessi nel rispetto degli altri è una questione primaria nel Diritto Umano e clinicamente rilevante nel trattamento dei caratteri narcisisti.

Il concetto di nevrosi che descrisse Freud è un conflitto tra il desiderio che vuole infrangere la norma e la norma che tende a inibire il desiderio. Come conflitto, la nevrosi trova il suo spazio espressivo in quella che potremmo chiamare la società della disciplina com’era quella di Freud, che si alimentava della contrapposizione permesso/proibito.

Ma la società è cambiata e l’antica contrapposizione è stata sostituita da un’altra più lacerante, quella tra il possibile e l’impossibile.

Nel rapporto tra individuo e società, la misura dell’individuo ideale non è più data dalla docilità e dall’obbedienza disciplinare ma dall’iniziativa, dal progetto, dai risultati che si è in grado di ottenere nella massima espressione di sé.

L’individuo non è più regolato da un ordine esterno, da una conformità alla legge, la cui infrazione genera sensi di colpa (per cui il vissuto di colpevolezza era il nucleo centrale della sofferenza psichica), ma deve fare appello alle risorse interne, alle sue competenze mentali per raggiungere quei risultati a partire dai quali verrà valutato, guadagnando per effetto di questa valutazione, un adeguato o inadeguato concetto di sé.

Il disagio ha cambiato radicalmente forma: non più il conflitto nevrotico tra norma e trasgressione con conseguente senso di colpa, ma uno scenario dove non c’è più norma perché tutto è possibile, il nucleo depressivo nasce da un senso di insufficienza per ciò che si potrebbe fare e non si è in grado di fare, o non si riesce a fare secondo le attese altrui, a partire dalle quali, ciascuno misura il valore di se stesso.

A supporto di queste infinite occasioni di successo interviene la parte narcisista di ogni personalità.

Nei suoi aspetti più antisociali i comportamenti sono la difficoltà a conformarsi alle norme sociali, raccontare bugie, truffare e usare false identità, impulsività, incapacità di panificare, irritabilità, incapacità di far fronte a obblighi finanziari o lavorativi, assenza di rimorso.

La reazione narcisista al senso d’insufficienza è un’idea grandiosa di sé, sono pensieri di successo, potere e amore ideale, sentire di essere speciali e poter essere capiti solo da altri esseri speciali, desiderio di ammirazione, utilizzare gli altri per i propri scopi senza sentire rimorso, incapacità di essere empatici, invidiare o sentire di essere invidiati, stabilire relazioni in cui un affetto di tipo predatorio porta a controllare il/la partner.

La liberazione culturale ha sostituito la preoccupazione di sbagliare con la preoccupazione di essere normali” (Augustin Jeanneau in Les risques d’un’epoque ou le narcissisme du dehors, 1986).

I comportamenti narcisisti possono facilmente uscire dall’ambito della legalità perché l’individuo, che si trova in un assetto narcisistico difensivo momentaneo, la vive come un’oppressione alla libera manifestazione di se stesso. Il vissuto, conseguente alla sensazione di insufficienza personale, può essere così claustrofobico che il soggetto può perdere la lucidità sul giudizio morale personale, l’etica e il valore dei legami affettivi.

 Nel 1887, un anno prima di scendere nel buio della follia, Nietzsche annunciava profeticamente l’avvento dell’individuo sovrano, riscattato dall’eticità dei costumi. Oggi possiamo dire che l’emancipazione ci ha forse affrancato dai drammi del senso di colpa e dallo spirito di obbedienza, ma ci ha innegabilmente condannato al parossismo dell’efficienza, dell’iniziativa e dell’azione. E così la fatica depressiva ha preso il sopravvento sull’angoscia nevrotica” (Umberto Galimberti in Quel che resta di Freud, 2006)


Post più popolari