Perfezione del Pericolo

Trolltunga Rock




I narcisismi personali possono essere una difesa contro la depressione.

Le fantasie avventurose che li nutrono possono costituire un tentativo di infondere senso nella monocroma vita quotidiana.

L’avventura ha il suo fulcro nella condizione di pericolo.

Il pericolo è una complessa estraneità nei confronti della vita ordinaria, un temporaneo distacco dall’organicità degli eventi quotidiani.
Il configurarsi come evento limite della vita consueta non conferisce al pericolo solo i tratti dell’estraneità, ma anche di intimità col centro dell’esistenza individuale con la quale stabilisce una relazione di significato.

Accade anche nel sonno: prima l’esperienza onirica sembra estranea, poi nell’elaborazione successiva la relazione tra i segni oscuri e le tracce mnestiche istituisce una connessione significativa con l’esperienza dell’individuo.

Anche il giocatore inserisce il caso e il pericolo in una connessione di senso che dà al gioco, come al sogno, una collocazione nell’esperienza quotidiana.

La rilevanza del pericolo ai fini di un’analisi esistenziale si trova nella sua necessità misteriosa, nella sensazione che qualcosa di accidentale ed estraneo al corso ordinario della vita possa nascondere un senso.

Nel dialogo tra la vitalità e la sua forma che è la vita, intesa come compimento di senso, il pericolo è una quasi-forma, che si trova tra il flusso vitale e la forma cristallizzata.

Il pericolo è la forma più fluida che la vita può assumere.

L’istantaneo dissolvimento di una temporanea configurazione della vita.
Il pericolo è un’esperienza limite in cui emergono dal fondo dell’impossibile tutte le radici del possibile.

Ponendosi al di fuori della continuità quotidiana, il pericolo rivela nel modo più radicale l’essenza dell’accadere, circoscritto tra il suo inizio e la sua fine.
Il desiderio del pericolo nasce insieme alla malinconia della coscienza della sua fine.
La fragilità dell’evento pericoloso che accoglie in sé la sua fine, prevedendo la morte intesa come finitudine, contiene anche l’elemento della sua perfezione.

Nell’attimo in cui si consuma il pericolo o anche solo lo si desidera, l’evento riceve una compiuta figurazione di senso e rivela la sua intima e irripetibile ragion d’essere.
Il pericolo, la malinconia, la fine sono le declinazioni del desiderio che il narcisista utilizza per interrompere la frustrante insensatezza della sua depressione.


L’avventura, l’azzardo e l’eccesso sono i suoi comportamenti, che traducono il desiderio narcisistico in atti comunicativi e sociali, parti discrete di un più ampio tentativo antidepressivo, quello di arrivare a percepire un senso di sé e del proprio agire nel mondo.

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