Fermi sulla soglia di una relazione

foto di Eugenio Recuenco





Una buona respirazione fa emergere le emozioni che però costituiscono un pericolo per il controllo. 

Una respirazione limitata assicura una protezione dalla percezione della tristezza, della rabbia, della paura.

Da bambini si impara a trattenere il respiro per bloccare il pianto, portare indietro le spalle e irrigidire il petto per contenere la rabbia, contrarre la gola per non urlare. Il risultato di ognuna di queste operazioni è quello di limitare e ridurre il respiro.

Per converso la soppressione di una qualsiasi emozione porta a un’inibizione del respiro. Da adulti si inibisce la respirazione per mantenere la repressione di queste emozioni, così l’incapacità di respirare normalmente diventa l’ostacolo principale al recupero della salute emotiva.

Nella personalità con caratteristiche paranoiche la respirazione è limitata al torace, con esclusione dell’addome. Nella personalità con caratteristiche narcisistiche la respirazione è soprattutto diaframmatica, con scarso coinvolgimento del torace.

Nell’individuo paranoico il diaframma è immobilizzato e i muscoli addominali sono fortemente contratti. Queste tensioni escludono le sensazioni nella parte inferiore del corpo e in modo particolare le sensazioni sessuali al livello della pelvi. 

Il petto è mantenuto sgonfio ed è generalmente stretto e contratto. L’inspirazione perciò è limitata e ne risulta un inadeguato apporto di ossigeno e un ridotto metabolismo. 
L’inspirazione corrisponde letteralmente a succhiare dentro l’aria e richiede un atteggiamento aggressivo verso l’ambiente. Ma nello stato paranoico, distaccato dal mondo sul piano emozionale, l’aggressività è ridotta. 

Il soggetto manifesta un rifiuto inconscio a respirare perché è fissato allo stadio prenatale, quando i suoi bisogni di ossigeno venivano soddisfatti senza sforzo da parte sua. Per vincere il blocco paranoico dell’inspirazione è necessario sciogliere il terrore e mobilizzare l'aggressività. Il paranoico deve sentire che nella vita ha diritto a chiedere, a succhiare, a prendere.

Nell’individuo narcisista, nel quale l’aggressività non è bloccata come nel paranoico, il torace è immobile mentre il diaframma e la parte superiore dell’addome sono relativamente liberi. 

Il torace è mantenuto espanso e i polmoni possiedono una notevole riserva d’aria. Per il narcisista è difficile espirare completamente, si aggrappa alla riserva d’aria come una garanzia di sicurezza. Espirare è un processo passivo, equivale a lasciar andare: la piena espirazione è un cedere, arrendersi. Lasciare andare via l’aria viene vissuto come un lasciare il controllo, cosa che il soggetto teme. 

La respirazione diaframmatica nel narcisista è più funzionale di quella toracica del paranoico. Con tale respirazione si ha il massimo d’aria con il minimo dello sforzo. Tuttavia, quando nella respirazione non c’è coinvolgimento sia del torace sia dell’addome, l’unità del corpo è spezzata e la capacità di risposta emotiva è limitata.

L'atteggiamento corporeo del paranoico sembra dire "io non mi coinvolgo", l'atteggiamento corporeo del narcisista sembra dire "io non mi concedo". E anche se da posizioni differenti, entrambi rimangono bloccati sulla soglia di relazioni di cui hanno bisogno, ma alle quali non possono arrendersi.








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