Configurazione di Massima Energia Potenziale

Roberto Bolle - 2013



Nella postura eretta il momento di inerzia attorno all'asse verticale, passante per il baricentro, nell'uomo è minore che in ogni altro animale. 

Il momento di inerzia, la cui formula è Massa moltiplicata per la Distanza al quadrato (Feldenkrais, 1949), svolge nella rotazione lo stesso ruolo che la massa ha nel moto lineare. 

Minore è il momento di inerzia, minore sarà l'energia necessaria per mettere il corpo in movimento. Il momento di inerzia aumenta molto rapidamente all'aumentare della distanza dall'asse di rotazione, dato che la Distanza compare nell'equazione al quadrato. 

Il ridotto momento di inerzia è il risultato del sovrapporre verticalmente bacino, tronco e capo, cosa che porta il baricentro del corpo al più alto livello possibile compatibile con la sua struttura. In questa posizione la contrazione muscolare sufficiente a tener su il corpo e impedirgli di cadere è la più piccola possibile. In questa postura il tono muscolare è minimo.

In verità, il corpo umano mal si adatta alla stazione eretta. La testa, le spalle e il tronco sono tutte parti pesanti, collocate in cima e la base è molto piccola rispetto all'altezza totale. Si potrebbe concludere che il corpo umano è il più vicino possibile a una struttura ideale concepita per il movimento e il meno adatto per stare in piedi immobile. 

E' un principio generale nell'organizzazione della vita che tutti i meccanismi cui è richiesto di agire con preavviso minimo, e cui la prontezza di risposta è essenziale, siano normalmente mantenuti a una configurazione di massima energia potenziale.  

Il portamento eretto è assicurato dalla facilità di aggiustamento dinamico alla posizione di massima energia potenziale. Quando la postura è al meglio, questi adattamenti richiedono un dispendio di energia minimo e la rotazione attorno all'asse verticale è rapida e facile. 

L'equilibrio instabile è uno stato dinamico a cui l'intero sistema ritorna continuamente per compiere ogni nuovo movimento, e attraverso il quale passa ogni volta, come un centro da cui passa per prendere le proprie coordinate e in cui riaggiusta tutti gli strumenti sensibili alla gravità, allo scopo di migliorare la sua relazione con lo spazio e affinare la concatenazione temporale del movimento.






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