Tre gradi di separazione, interna

opera di Igor Morsky


Il narcisista è prevalentemente aggressivo, determinato e insensibile; il suo atteggiamento può essere caratterizzato dall’espressione: “io voglio!”.

Il masochista è dubbioso, esitante e ambivalente. Il suo atteggiamento nei confronti della realtà si riflette nell’espressione: “io non voglio!”, sebbene in superficie possa fare ogni sforzo per essere positivo, invariabilmente fallisce.

L’aggressività del dipendente è rivolta all’interno, è autodistruttiva. La sua funzione genitale è insicura e il suo atteggiamento verso la realtà è vacillante. Il suo atteggiamento potrebbe riassumersi in un “io non posso…

L’incapacità di far fronte alle esigenze della realtà porta il dipendente a rifiutarle. Profondo è il suo risentimento per l’ingiustizia del sistema sociale. Il suo Io è debole e ancora legato a bisogni orali o al senso di privazione. Il carattere orale s’identifica con la realtà e la sente come la base della sua personalità. Abbandonarla è per lui come perdere la propria identità quale l’ha sempre conosciuta.

La struttura della personalità schizoide non presenta nessuna di queste attitudini e le presenta tutte nello stesso momento.

Talvolta lo schizoide agisce con forte determinazione, ma la cosa non dura. L’aggressività non crolla in una sensazione di palude (come nel masochista), ma svanisce. Quando ricompare, si accompagna a una sensazione di onnipotenza perché non si è confrontata con la realtà. La funzione di confronto con la realtà è relativamente sottosviluppata. Quest’onnipotenza dell’aggressività differisce dall’Io gonfiato e dall’esaltazione del carattere orale in quanto è un’autentica pulsione materiale. È percepita come potere di fare e non come un potere del pensiero. Mentre il carattere orale non può compiere nulla con il suo Io rigonfio, lo schizoide può essere costruttivamente creativo. La stessa mancanza di restrizioni dell’Io può rendere possibile una rottura delle barriere della realtà, quali sono normalmente note, per dar spazio a nuovi modi di sentire e di agire. Ma è una volontà senza un Sé.

Le attitudini caratteriologiche radicate dall’”io non voglio” e “io non posso” mancano nella personalità schizoide. Poiché la sua attitudine fondamentale deriva dalla negazione dei valori della realtà materiale, quindi non ha bisogno di combattere questa realtà.

In superficie, tuttavia, si possono rilevare atteggiamenti masochistici e tendenze orali che derivano da specifiche esperienze vissute. Queste, comunque, non sono correlate all’Io; non si manifestano nella situazione transferale (in psicoterapia) e non si incontrano come profonde resistenze.

Lo schizoide ha pochi meccanismi di difesa dell’Io, o non averne affatto. Anche per questa ragione, una volta stabilito un buon contatto con lui, la terapia può avanzare a un ritmo sorprendente.


"Mentre lo schizofrenico soffre di spersonalizzazione nella sua rottura con la realtà, il carattere schizoide mantiene l’unità corporale con un filo sottile. Usa il proprio corpo come si potrebbe utilizzare un’automobile. Non ha la sensazione di essere nel proprio corpo, ma piuttosto che il corpo è la dimora del suo Sé sensibile e pensante. La chiave per il trattamento terapeutico della personalità schizoide è aumentare l’identificazione con la sensazione cinestesica del corpo e la profondità della sua realtà aggressiva" (Lowen A., Il linguaggio del corpo, 1958).




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