Due pensieri sulla superficie e l'anima

"Lo specchio" di Andrej Tarkovskij - 1975

"Psyché deriva da Physéche,
ciò che sostiene e muove la natura"
(Platone)


Cambia nel tempo l’idea che abbiamo di noi stessi e ciò che ci circonda ha una grande influenza su quest'idea in transizione.

Spesso siamo più leggibili come espressione di un apparato sociale che come la risultante di influenze profonde personali, influenze della nostra anima.

Tendiamo a diventare, più che ciò che siamo, ciò che all’interno di un contesto è stato anticipatamente predisposto. Non in forza di una volontà esterna ma per una nostra personale esigenza di leggibilità.

Fuori dalla leggibilità i comportamenti vengono iscritti alla follia.

In questo senso la follia non è lacerazione dell’anima, sconnesso articolarsi, scissione di un’unità sostanziale, ma è pensarsi come individui in grado di individuarsi, in grado di diventare ciò che in fondo si è.

Questo è il conflitto.

La dimensione collettiva non è un aspetto a cui l’individuo può prendere parte o sottrarsi.
La collettività è la forma che definisce l’individuo, ne regola i comportamenti e dona senso alle azioni che compie.

L’individuo non si costituisce prima del sistema collettivo che lo accoglie. La sua anima è in connessione con la politica, dice Platone, perché solo dall’interazione dei molti è decifrabile la nozione di uno. L’unità ha senso decifrabile a partire dalle relazioni e dagli orientamenti all’interno della rete delle possibilità previste.

Fuori dall’apparato delle relazioni restano i poeti, i sacerdoti, gli iniziati, gli oracoli e gli enigmi, i cui atti e le cui parole non si lasciano decifrare a partire da ciò che è comune” (Galimberti U., Gli equivoci dell’anima, 1987).

L’anima individuale non preesiste alle relazioni e al loro interno essa si definisce, per cui conoscere se stessi significa conoscere le relazioni e le articolazioni psichiche che hanno definito l’individuo nella sua unicità.

Maggiore è questa conoscenza, tanto più margine di scelta avrà l’anima individuale, la cui fisionomia sarà sempre più riconoscibile grazie alle relazioni in cui si sarà espressa e per le risposte che avrà dato lungo il suo percorso.




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