Esperienza approssimativa

"Il rito" di Ingmar Bergman - 1969


L’Io nevrotico è ascetico o accessibile al piacere sessuale solo con sensi di colpa.

Subisce una doppia pressione: da una parte la libido ingorgata di un Es continuamente insoddisfatto e dall’altra la brutalità dei comandi e delle aspettative del Super-Io.

L’Io nevrotico è ostile nei confronti dell’Es e servile verso il Super-Io, e contemporaneamente tiene l'atteggiamento opposto, che consiste in un flirt con l’Es e una segreta ribellione contro il Super-Io. Si comporta come un rivoluzionario vigliacco.

La sessualità, ammesso che non sia stata completamente rimossa, è prevalentemente di carattere pregenitale; la genitalità, in seguito alla morale sessuale predominante, ha assunto una colorazione anale e sadica: l’atto sessuale è qualcosa di sporco, crudele e intensamente eccitante.

L’aggressività ancorata in parte all’armatura caratteriale e in parte al Super-Io, determina realizzazioni sociali difettose.

L’Io è bloccato nella dinamica conflittuale piacere/dispiacere (blocco affettivo), spesso riesce ad accedere solo al dispiacere e altrettanto spesso il poco piacere che prova si trasforma molto presto in dispiacere.

L’armatura dell’Io nevrotico è rigida, la struttura corporea lo rivela ad una prima occhiata, le comunicazioni esterne sono difettose, sia dal punto di vista oggettuale-libidico che da quello aggressivo e continuamente controllate dalla censura narcisistica.

La sua funzione analitica è prevalentemente diretta contro l’interno; ne consegue una pronunciata debolezza nell’analisi di realtà. I rapporti con il mondo esterno sono innaturali, mancano di vitalità e sono contraddittori; in nessun caso si manifesta un’armonica partecipazione della personalità agli eventi sociali.

Manca la capacità di un’esperienza completa. Mentre il carattere genitale è in grado di modificare, rafforzare o attenuare i suoi meccanismi di protezione, l’Io nevrotico è completamente in balia dei meccanismi di difesa del suo carattere, che agiscono inconsciamente nella rimozione; non potrebbe fare diversamente, anche se volesse.

Vorrebbe essere allegro o arrabbiato, ma non ne è capace. Non è in grado di amare intensamente perché la sua sessualità è rimossa nelle componenti vitali, né è in grado di odiare adeguatamente perché il suo Io non si sente all’altezza dell’enorme odio che si è accumulato in seguito all’ingorgo della libido, per cui è costretto a rimuoverlo.

Quando produce amore o odio, le sue reazioni non corrispondono al reale stato delle cose, nell’inconscio vibrano solo esperienze infantili lontane che determinano il grado e il tipo delle reazioni attuali. La rigidità della sua armatura non gli consente di aprirsi all’esperienza, così come gli impedisce di chiudersi completamente contro altre esperienze quando sarebbe giustificato farlo.


“L’individuo con un Io nevrotico anche se non è astinente o disturbato, durante le azioni preparatorie dell’atto sessuale non riesce a raggiungere un soddisfacimento, ed è così infastidito per la sua incapacità di abbandonarsi, che l’intera economia della libido ne viene influenzata” (Reich W., Analisi del carattere, 1949)



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