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Alexander Lowen osserva l'esercizio di un paziente



Il termine “schizofrenia” (schizeinfren, mente divisa) fu introdotto da Eugen Bleuler nel 1908 per descrivere una sindrome in precedenza definita demenza precoce (Daementia Praecox) da Emil Kraepelin.

L’attuale orientamento di lavoro terapeutico considera la schizofrenia come un fenomeno regressivo in cui si porta alle estreme conseguenze il ritiro dalla realtà.

Ci sono due punti di vista dai quali osservare il processo schizofrenico: nel primo, la scissione si produce all’interno della personalità, per cui l’unità di elementi costitutivi della persona è distrutta; nel secondo, lo scisma è tra personalità e realtà esterna.

Alexander Lowen con la bioenergetica tentò di dimostrare che questi due aspetti sono manifestazioni dello stesso fenomeno.

Lo schizofrenico proviene da un ambiente familiare travagliato e disturbato. Bisogna capire in che modo si formano i sintomi e qual’è la natura del processo patologico.

Uno dei sintomi più impressionanti che l’individuo schizofrenico presenta è il fenomeno della spersonalizzazione. In questa perdita di contatto con tutto il corpo o con una parte di esso, c’è una perdita di contatto con la realtà. Un importante aspetto della realtà per l’individuo è la sensazione completa del proprio corpo; l’altro aspetto è la sensazione degli oggetti materiali e dei processi che si svolgono nel mondo esterno.

Molti autori convengono che nella spersonalizzazione l’individuo riporta una perdita di contatto col corpo o con parti significative di esso, accompagnata da sensazioni di estraniamento e di irrealtà. Talvolta l’individuo ha l’impressione di guardare se stesso dall’esterno del proprio corpo o da una certa distanza; più spesso la spersonalizzazione è limitata a una parte del corpo che è percepita come una struttura estranea o perfino come se fosse sotto il controllo di un’altra volontà. Nella spersonalizzazione si produce una scissione: il corpo materiale o una parte di esso non appartiene più all’individuo.

Lowen riporta le parole di una sua paziente:
Talvolta ho la strana sensazione di non avere controllo sulla mia respirazione. Mi viene in mente che se improvvisamente smettessi di respirare, non riuscirei più a ricominciare. Mi sembra allora di essere all’esterno del mio corpo, e mi guardo come se fossi un’altra. Ho una strana sensazione di debolezza e di stordimento, e mi pare di essere prossima a morire. Poi urlo e ho un collasso, e queste sensazioni lentamente svaniscono. È sempre terribile, spaventoso
(Lowen A., Il linguaggio del corpo, 1985)

L’analisi bioenergetica avanza una spiegazione di questi fenomeni:
L’eccitazione si manifesta in un aumento della motilità e questo fenomeno è il risultato di un incremento della carica bioenergetica nell’organismo. Questa maggiore carica pervade tutti i tessuti e si evidenzia nel calore, nel colore della pelle e nello scintillio degli occhi. Appena la carica diventa più forte, i suoi effetti trascendono il corpo. L’atmosfera nelle immediate vicinanze dell’organismo si carica e l’individuo perde il senso dei propri confini. Una volta trascesa questa barriera, l’Io è sopraffatto e sommerso.





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