Plasticità Esperienza Dipendente

serie fotografica "Berlin" di Erwin Olaf



La madre, più che amare il figlio, si ama attraverso il figlio
(F. Nietzsche)

La Natura e la Cultura modellano il cervello umano, promuovono capacità e producono disabilità.
La mente nasce dal corpo e dalla coscienza di sé. I disturbi psichici implicano anche processi organici.

Natura e Cultura si fondono durante lo sviluppo psico-fisico e il confine tra organico e funzionale si dissolve in quel processo che viene indicato come plasticità esperienza dipendente.

Questa espressione indica che il cervello è strutturato e ristrutturato continuamente dalle interazioni con l’ambiente sociale e naturale. La ricerca scientifica (Cozolino, 2003) chiarisce sempre di più la funzione di quelle componenti della costruzione del cervello stimolate dall’interazione madre-figlio.

Benché la maggior parte di ciò che sappiamo sulla plasticità sia stata scoperta in altre specie viventi (mammiferi), la conservazione evolutiva delle strutture e delle strategie degli individui, consente di imparare molte cose sul cervello umano.

Può essere azzardato trarre delle conclusioni definitive sull’uomo partendo dallo studio degli animali, ma si possono fare comunque delle ipotesi da verificare, proporzionalmente al miglioramento delle tecniche d’indagine (Hofer, 1987).

Sappiamo che la connessione tra madre e figlio è un fattore determinante dello sviluppo e dell’adattamento del cervello. In una situazione ottimale ognuno dei due è colpito dalla vista, dai suoni e dai movimenti dell’altro, ognuno dei due desidera imparare il linguaggio dell'altro, per riuscire a superare la distanza che li separa.

L’impatto della madre sul cervello del proprio figlio è intenso e molto esteso; le interazioni precoci costruiscono reti neurali e segnano dei parametri biologici decisivi che influenzano il resto della vita.

L’importanza della relazione madre-figlio è contenuta nel proverbio ebraico che dice: “Dio non poteva essere ovunque e perciò ha creato le madri”.

Il cervello di una neo-mamma viene stimolato a cambiare e a crescere dalla nascita del figlio. L’encefalo, e parti del sistema nervoso, è rimodellato da una nuova combinazione di ormoni, collegata alla gestazione, e dall’intensa stimolazione sensoriale ed emotiva che il neonato le offre.

La semplice vista del volto materno per il neonato comporta l’innesco di alti livelli di oppioidi endogeni, responsabili degli aspetti piacevoli delle interazioni sociali, i quali agiscono sui centri di ricompensa sottocorticale. La stimolazione positiva ed eccitante da parte della madre innesca la produzione del fattore di rilascio di corticotropina (CRF) nell’ipotalamo del bambino, attivando il sistema nervoso simpatico.

Il CRF, che controlla la produzione di endorfina e dell’ACTH (ormone adrenocorticotropo) nell’ipofisi anteriore, stimola la produzione di dopamina. I cambiamenti biologici si correlano con stati intensi di eccitazione e di euforia nel bambino, durante le interazioni con la madre. Ad un livello più centrale, questi neurotrasmettitori sono implicati nella regolazione di energia metabolica del cervello, nella maturazione della corteccia e del sistema limbico (Cirulli et al., 2003; Schore, 1997).


"Una madre che non si separi dalla figlia ogni fine stagione, 
non la ama veramente"
(Oscar Wilde)


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