L'indifferenziato


"Stati di allucinazione" di Ken Russell - 1980


"Il sistema protomentale è qualcosa in cui il fisico e lo psicologico si trovano in uno stato indifferenziato. E' da questa matrice che hanno origine gli stati emotivi propri degli assunti di base che rafforzano, pervadono e, in alcune occasioni, dominano la vita mentale del gruppo" (Bion, 1961). 

Gli assunti di base inattivi restano confinati all'interno di un sistema protomentale, si potrà individuare l'assunto attivo dal fatto che è stato liberato in uno stato differenziato. 

Lo stato protomentale non è soltanto la condizione di confinamento degli assunti di base, Bion esamina questa relazione anche da un punto di vista genetico: "Cominciando a livello dei fenomeni protomentali, possiamo dire che il gruppo si sviluppa fino a che le emozioni diventano esprimibili in termini psicologici. E' a questo punto che io dico che il gruppo si comporta come se stesse agendo secondo un assunto di base" (Bion, 1961). 

I fenomeni allo stato protomentale sono insieme fisici e mentali, somatici e psichici. 

Un'attività successiva li promuove ad un livello di differenziazione e permette l'adozione di categorie che individuano i campi di funzionamento. Dallo stato protomentale nascono i fenomeni che appaiono come sentimenti distinti. 

"Stati di allucinazione"


Trattandosi di un livello in cui il fisico e il mentale non sono differenziati è comprensibile perché quando da questo prende origine un sentimento di angoscia, esso può manifestarsi tanto in forma fisica quanto in forma psicologica. 

Nell'indifferenziato, sfera del protomentale si trova la matrice delle malattie. 

Bion dà un esempio di ciò che si deve intendere per stadio di avvenimenti protomentali, ma precisa che il difetto dell'analogia sta nell'illustrare la sfera degli avvenimenti protomentali legati all'individuo. 

Le malattie possono manifestarsi e talora sono evidenti, "ma hanno delle caratteristiche che dimostrano chiaramente come sia il gruppo più che l'individuo ad esserne affetto, più o meno analogamente a quanto accade nel gruppo attacco-fuga dove si vede che è il gruppo, piuttosto che l'individuo che deve essere protetto" (Bion, 1961). 

I membri del gruppo, a livello di assunti di base e di stato protomentale, sembrano vivere il gruppo come organismo; di fronte alla possibilità che si attualizzino vissuti caotici e terrificanti in forma di infezione o di evoluzione catastrofica, procedono ad una sorta di incistamento.

Per questi motivi il lavoro di gruppo con pazienti gravi, che abbiano anche un versante psicosomatico, è particolarmente utile: "Da quella struttura (il gruppo) emergerebbe qualcosa che non sarebbe emersa vedendo le persone una per una. E' probabile che il processo di gruppo ci dica tutto su qualcosa che le nostre interiora potrebbero dirci - la fame per esempio - su qualcosa che non si sa cognitivamente" (W. R. Bion, Il cambiamento catastrofico, 1981).

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