Il cosmo e il piacere

"Cinquanta sfumature di grigio" di Sam Taylor-Johnson - 2015


Perché un adulto si senta appagato, tutte le parti del suo essere: la mente, il cuore e i genitali, devono trovarsi in un rapporto soddisfacente.

L’appagamento provocato da una tale sensazione di interezza è percepito con più intensità nel tipo di orgasmo in cui egli prova piacere.

Questo concetto di appagamento orgasmico fu enunciato da Wilhelm Reich nel 1924.

Reich osservò che, tra i suoi pazienti in analisi, quelli che arrivavano ad abbandonarsi così totalmente all’orgasmo riuscivano a guarire dai loro sintomi nevrotici. Reich scoprì inoltre che questa capacità distingueva gli individui sani dalla maggior parte della gente. Al momento della formulazione di questa teoria, Reich era un eminente membro della società di Psicoanalisi di Vienna costituitasi intorno a Freud.

Tuttavia, l’adozione del concetto di orgasmo totale come criterio per giudicare il benessere emotivo e mentale nell’individuo fu respinto dai suoi colleghi psicoanalisti. Come poteva tale criterio essere utile, essi domandavano, quando si conoscevano così tanti casi di pazienti nevrotici che non accusavano alcun disturbo nella vita sessuale e arrivavano regolarmente all’orgasmo?

Divenne evidente per Reich che lui e i suoi colleghi avevano, dell’esperienza dell’orgasmo, concetti molto diversi.

Gli psicoanalisti designavano come orgasmo, per la donna, qualsiasi rilassamento, anche se minimo e, per l’uomo, qualsiasi eiaculazione per quanto scarso fosse il coinvolgimento emotivo.

Oggi molta gente parla dell’orgasmo in questo modo e molti sessuologi sostengono tale maniera di intendere; ma definire l’esperienza dell’orgasmo con il termine di rilassamento equivale a travisare il significato profondo e recondito, che lo rende qualcosa di eccezionale.



Reich aveva in mente una reazione che coinvolgeva tutto il corpo in onde di convulsioni piacevoli. Al culmine dell’orgasmo, l’Io è sopraffatto e travolto da un fiume di sensazioni. Un profondo senso di appagamento, soddisfazione e benessere accompagna una tale reazione.
Di notte, la persona si addormenta subito dopo l’orgasmo e, al mattino, si può sentire ringiovanita e molto più vitale.

Durante un orgasmo totale, la consapevolezza di sé scompare in una simbiosi con la persona amata; quindi l’amore raggiunge la sua meta finale, l’unione delle due metà. In molti casi, si avverte anche un senso di unità con l’universo pulsante e questa sensazione conforta le tesi di Reich che nell’orgasmo la persona prova un senso d’identificazione con i processi cosmici e esce dalla propria individualità.


Una sensazione di orgasmo totale mi venne riferita da uno dei miei pazienti, il giorno in cui la sua ragazza gli annunciò di volerlo lasciare. A tale notizia il mio paziente si mise a singhiozzare e le dichiarò il suo amore; lei reagì in modo affettuoso e fecero l’amore. Nell’orgasmo il respiro divenne più rapido e profondo e il bacino si mosse in armonia con il respiro e con l’impeto dell’eiaculazione. Ondate di piacere e liberazione gli attraversarono tutto il corpo. Si sentì una cosa sola con la donna amata e con il mondo e, dopo l’orgasmo, sentì una pace e un appagamento profondi. Il giorno dopo era ancora consapevole di aver provato una sensazione straordinaria. Si sentiva il cuore così aperto che gli parve di poter avvertire il battito degli altri cuori. L’esperienza era stata così appagante da desiderare ardentemente di ripeterla. Fino a oggi, egli non ne è stato più capace, sebbene lui e la ragazza siano rimasti insieme” (Lowen A., Amore, sesso e cuore, 1988).

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