Verso congiunzioni costanti

"Convergence" di Jackson Pollock - 1952



Melanie Klein indicava con i termini posizione schizo-paranoide e depressiva le due tappe evolutive principali dell'individuo nel conseguimento della sua maturità, Wilfred Bion sviluppa il pensiero kleiniano e indica con Ps-D una modalità di funzionamento generale della mente. 

Nella formulazione bioniana Ps perde quel carattere sostanzialmente negativo che aveva nel pensiero kleiniano. Bion afferma che anche nei processi psichici le operazioni di scissione (Ps) possono mettere in discussione le integrazioni e i collegamenti già effettuati, per ricercarne altri e scoprire diversi significati. 

In questo modo si apre la strada a nuovi processi mentali, rompendo la convenzione implicita nell'accettazione passiva di schemi e di simboli già dati. Melanie Klein affermava che nel passaggio dalla posizione schizo-paranoide a quella depressiva, l'individuo opera una riorganizzazione profonda del suo rapporto con gli oggetti e una loro diversa ricomposizione all'interno del Sè. 

Nella posizione schizo-paranoide l'individuo vive una realtà esterna e interna costituita da oggetti parziali, ognuno investito di una particolare coloritura affettiva, in quella depressiva invece sperimenta l'integrità dell'oggetto e la corrispondente ambivalenza affettiva. 

In Bion il passaggio da una posizione all'altra si sposta dal piano della integrazione-disintegrazione degli oggetti al piano più generale della formazione del pensiero

Da un insieme di fatti percettivi ed emotivi slegati e frammentati, la mente individua un fattore ordinatore che agisce come congiunzione costante che permette una rappresentazione integrata dei fatti. 

Un aspetto particolarmente importante delle formulazioni bioniane riguarda l'aspetto emotivo di Ps-D. Nel passaggio da Ps a D, l'individuo è impegnato in un profondo cambiamento affettivo, che l'autore indica come passaggio dalla pazienza (Ps) alla sicurezza (D). 

In Ps prevale un senso di frustrazione e persecuzione legato all'assenza di un quadro ben definito. L'individuo si sente angosciato dalla mancanza di chiarezza e vive sentimenti di confusione e di dubbio. Il passaggio in D comporta l'illuminazione, un senso di scoperta e l'immediato sollievo dalla tensione. 

Dalla formulazione bioniana emerge che il fattore Ps-D è uno strumento conoscitivo importante sia del bambino nel primo anno di vita che del paziente in analisi, il quale permette di tracciare un profilo efficace dello stile cognitivo del soggetto, della sua struttura generale di pensiero e delle condizioni affettive connesse. 

opera di Jean-Michel Basquiat - 1980


Il secondo elemento emergente è quello della reversibilità. Il passaggio dalla frammentazione alla sintesi avviene non solo nella direzione della sintesi tramite un fattore ordinatore, ma anche nella direzione opposta. E' necessario cioè che in alcuni casi la mente non introduca troppo precocemente una sintesi, ma tolleri l'ansia di una situazione frammentata. 

Bion indaga sul fattore -K (meno K), come processo mentale che conduce a una conoscenza fittizia. 

Egli dice che un fatto prescelto troppo rapidamente può agire come elemento di copertura di materiale complesso, dando al soggetto la sensazione di avere trovato una spiegazione. Questi fattori unificanti prematuri possono funzionare come i nuclei aggreganti dei deliri. Queste formulazioni si presentano di particolare utilità nel lavoro con i pazienti gravi, perché spiegano come le pseudo-sintesi conoscitive nate dalla frustrazione dell'assenza dell'oggetto, sono riconoscibili per la loro rigidità e la collocazione in uno spazio comune incapace di accogliere operazioni mentali. 

Bion (Elementi della psicoanalisi, 1963) scrive che l'oscillazione tra posizione schizo-paranoide e depressiva permette la genesi di una congiunzione costante nella mente dell'individuo e una relazione dinamica contenitore-contenuto nella ricerca del suo significato. Le congiunzioni costanti nate da una configurazione (Ps-D), per continuare ad esistere nel mondo mentale e poter subire ulteriori trasformazioni, hanno bisogno di essere fissate; in caso contrario sparirebbero insieme alla configurazione emotiva che le ha generate. 

Affinché la congiunzione possa essere conosciuta e fissata ad essa va attribuito un segno. Bion chiama questa operazione legare una congiunzione costante. Al termine della trasformazione che l'ha generata, una congiunzione costante deve essere legata e nominata. 

All'interno dell'individuo può anche formarsi una congiunzione costante di emozioni di cui egli non ha consapevolezza, la quale può consolidarsi e avere vita autonoma. Bion (Trasformazioni, 1965) utilizza in questo caso espressioni del tipo "congiunzione costante in cerca di un nome", o "congiunzione costante in cerca di una qualche esistenza". Al posto di qualcosa che è assente o "al posto di qualcosa che era solito stare", si viene a formare una congiunzione costante di elementi emotivi, sensazioni, sentimenti, che si coagulano ed assumono una loro esistenza autonoma, indipendente dalle attività elaborative del soggetto. 

Se l'individuo non riesce a legare la congiunzione e darle un nome, questa, con "la sua rabbiosa mancanza di significato", può collocarsi distruttivamente in un punto chiave dell'attività mentale del soggetto, provocando la patologia. 

Attribuire significato è un'operazione necessaria per la psiche. Attribuire significato è un costante aggiustamento di qualcosa che si sviluppa da un flusso di interazioni fra l'individuo e le proprie emozioni e con ciò che è altro da Sè. Il percorso e l'esito di questa ricerca dipendono dalla situazione emotiva e dallo stato di salute dell'individuo che la compie: "Il significato è una funzione di amore di Sè, odio di Sè, conoscenza di Sè. Una volta raggiunto il significato psicologicamente necessario, la ragione, in quanto schiava delle passioni, trasforma il significato psicologicamente necessario in significato logicamente necessario" (Bion, 1965).

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