Movimenti segreti

"Berlin" serie fotografica di Erwin Olaf - 2012


Il concetto di armatura caratteriale è stato creato da Wilhelm Reich (1897-1957) per comprendere in modo dinamico la funzione del carattere della persona.

Secondo una concezione economico/sessuale l’Io dell’individuo, durante il conflitto fra pulsione (libido) e paura di punizione, assume una specifica struttura.

Per realizzare la limitazione della pulsione imposta dal mondo sociale e per padroneggiare l’ingorgo di energia che ne risulta, l’Io deve modificarsi. Il processo è interamente causale.

L’Io, la parte esposta della persona, s’indurisce quando si trova in una situazione conflittuale fra bisogno personale e mondo esterno minaccioso; acquista uno stile reattivo cronico che funziona automaticamente. La persona acquista il suo “carattere”.

La parte autentica della persona non coincide con il suo carattere. 

L'individuo ha dovuto acquisire certe caratteristiche per gestire e padroneggiare angosce e aspettative, ma se fino a una certa età l'armatura caratteriale può dare dei vantaggi di potenza e determinazione, con il passare degli anni, diventa sempre più il grande ostacolo alla completa realizzazione della persona. 

"Berlin" di Erwin Olaf


I bisogni adulti e la completa maturazione del talento naturale della persona, troveranno nell'armatura un blocco e una serie di divieti imposti dai bisogni di difesa e protezione dall'angoscia che, tanti anni prima, la persona ha dovuto erigere. 

La personalità affettiva si corazza e i colpi provenienti dal mondo esterno e le esigenze dei bisogni interiori si appiattiscono e s’indeboliscono urtando contro l’armatura.

L’armatura ha la funzione di rendere l’individuo meno sensibile al dispiacere, ma limita anche la sua mobilità affettiva e aggressiva e diminuisce la capacità di realizzazione e di piacere.

L’Io è meno mobile, più rigido e dal grado di spessore dell’armatura dipende la capacità di ordinare l’economia delle energie. La misura più attendibile di questa capacità è la potenza orgastica (concetto reichiano), in quanto è l’espressione diretta della mobilità vegetativa.

L’armatura caratteriale consuma energia perché si mantiene con il continuo consumo di forze affettive, ovvero vegetative, che altrimenti (nel caso di una loro inibizione motoria) potrebbero produrre angoscia. In questo modo l’armatura caratteriale adempie alla funzione di elaborare e consumare l’energia vegetativa.

Dallo smantellamento analitico-caratteriale dell’armatura spesso emerge un’aggressività legata.

Quando nell’analisi del carattere si riesce a liberare l’aggressività contenuta nell’armatura, si libera anche angoscia. L’angoscia può essere trasformata in aggressività, così come l’aggressività può essere trasformata in angoscia.

L’inibizione dell’aggressività e l’armatura psichica si presentano insieme a un tono aumentato, spesso una rigidità, della muscolatura delle estremità del corpo e del tronco.

foto di Erwin Olaf

I pazienti affettivamente bloccati, quando sono sdraiati, appaiono rigidi. Una modifica della loro tensione muscolare risulta un’operazione complessa.

Se si dice al paziente di rilassarsi volutamente, la tensione muscolare viene sostituita da inquietudine. In altri casi i pazienti eseguono involontariamente movimenti di diverso tipo la cui inibizione provoca immediatamente sensazioni di apprensione.

Questo stesso tipo di osservazioni indusse Ferenczi a costruire degli interventi tecnici attivi. Egli scoprì che l’impedimento di reazioni muscolari croniche aumenta l’ingorgo.

Reich collega questo fenomeno a qualcosa di più complesso di semplici modifiche quantitative dell’eccitazione. Egli si riferisce all’identità funzionale fra armatura caratteriale e ipertonia muscolare (rigore muscolare).


“Ogni aumento del tono muscolare, verso la rigidità, è un segno che un’eccitazione vegetativa, l’angoscia o la sessualità sono state legate. Se si manifestano sensazioni genitali, parecchi pazienti riescono ad eliminarle o ad attenuarle con l’inquietudine motoria; è esattamente ciò che accade quando si elaborano sensazioni di apprensione. Pensiamo alla grande importanza che riveste l’irrequietezza muscolare nella prima infanzia come scarica di energia” (Reich W., Analisi del carattere, 1949)  

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