Appunti su deregolazione e slegamento patologico di un'istituzione sociale

"Grey's Anatomy"


Le istituzioni del settore sociale, e in particolare le istituzioni medico sociali, sono poste a confronto con tensioni massicce, generate dalla loro particolare posizione sociale e dalla natura del loro compito primario. 

Le istituzioni di cura o recupero presentano caratteristiche specifiche, di aspetto paradossale, che aumentano la loro fragilità. Per la loro missione sociale, ad esse si assegna una posizione transizionale tra la patologia-devianza e l'ordine sociale. 

Esse devono gestire e trattare ciò che il sociale esclude e si figurano come spazio di accoglienza del negativo (inteso come antisociale). Esse sono allo stesso tempo il luogo del riciclaggio dell'escluso, del rinnegato (reclusione del contro-modello), dell'impensabile. 

Dentro e parzialmente al di fuori del sociale, esse devono articolare due posizioni antagoniste per esercitare una funzione di tessuto connettivo (Guillaumin, 1981), e costituire due spazi di legami creativi. Questa posizione parzialmente paradossale mobilita la formazione di ideali che si enunciano in termini di tutto o niente riferendosi a un'oscillazione tra l'onnipotenza e l'impotenza (oscillazione maniaco-depressiva). Così le istituzioni costituiscono contemporaneamente un ideale garante dell'identità individuale (Enriquez, 1987) e un oggetto negativo, controinvestito, perché sempre insufficientemente buono. Si suppone che queste caratteristiche favoriscano la comparsa di fenomeni di deregolazione, di messa in crisi, persino di slegamento patologico dei legami istituzionali. 

"Scrubs"


E' utile differenziare lo slegamento patologico dei legami istituzionali dai movimenti di dissociazione normale, legati a un riflusso degli investimenti professionali, a qualche delusione o crisi circoscritta che precedono una mutazione o una riorganizzazione dell'insieme. Le deregolazioni che dipendono dall'eccesso o dalla carenza, dal sovrainvestimento o dal disinvestimento, si manifestano sotto forma di una sofferenza che attraversa le persone. E' utile ricordare che l'istituzione non soffre, soffrono solo le persone del loro legame con l'istituzione.
     
Lo slegamento dei legami istituzionali si esprime elettivamente mediante la messa in atto di procedure sacrificali, la designazione di vittime o capri espiatori, cioè il soggetto viene attaccato o distrutto a vantaggio dell'oggetto-istituzione. Il sacrificio può assumere la forma manifesta dell'esclusione, di manovre perverse che portano un operatore a dare le dimissioni, ma più spesso con la comparsa di sintomi psichici o somatici in alcune persone che diventano i porta-sintomo dell'insieme. 

Il gruppo si fa carico della dinamica istituzionale. Attraverso l'osservazione delle caratteristiche e funzioni dei suoi confini è possibile comprendere a cosa sta reagendo. Nei casi limite il porta-sintomo assume su di sé ciò che il gruppo non può elaborare ed espelle. 

Se la dinamica riguarda l'identità dell'istituzione, del gruppo, l'individuo somatizza sulla pelle. Ciò che riguarda l'identità è convertito su tutti gli aspetti di confine e contenimento. La pelle è il luogo dell'incontro, di scambio e definizione dell'identità. E' corretto osservare che gli episodi psicosomatici sono rivelatori privilegiati della sofferenza generata dal dissolversi dei legami istituzionali. Spesso le forme di questa somatizzazione prendono le vie della metabolizzazione e del contenimento: gli organi bersaglio sono il sistema digerente e la pelle del soggetto, prese a prestito dall'insieme per salvaguardare la propria funzione metabolica e contenitiva.

     
"Dr. House"


Altre modalità di slegamento utilizzano l'invidia: l'oggetto-istituzione idealizzato viene attaccato, fecalizzato, distrutto. L'attacco invidioso si sviluppa nella distruttività mediante condotte perverse e benché la perversione appartenga alla patologia di uno o alcuni soggetti, la sue espressioni più manifeste possono vedersi tollerate o sollecitate dall'insieme. 

L'attivazione dell'invidia mobilita la rivalità e un funzionamento arcaico che può essere esercitato in nome di un'ideologia o di una pseudo-teoria della cura. Si tratta di mettere in atto il dubbio e l'ambivalenza, di rinnegare i confini istituzionali e di rifiutare l'alterità: di negare le piccole differenze e quelle fondamentali sugli aspetti culturali e teorico-pratici dell'intervento. L'invidia è il sentimento elettivo della dinamica istituzionale. Prevede la presenza di tre attori: l'invidiato, l'invidioso e l'invidiante, quest'ultimo è il soggetto che dispone la scena e che avvia la procedura dell'invidia (invidiante è l'inviante del sentimento di invidia).   

Post più popolari