Attente col pancione


Stress prenatale

Dati di ricerca sempre più numerosi dimostrano come lo sviluppo e il comportamento siano influenzati dall’esperienza intrauterina. Alcuni studi mostrano in che modo un alto livello di stress materno durante la gravidanza influenzi negativamente lo sviluppo del bambino. Benché i meccanismi di questi processo non siano ancora pienamente conosciuti, si ritiene che gli ormoni dello stress colpiscano il cervello che si sta sviluppando attraverso il funzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, le alterazioni dei livelli di neurotrasmettitori e i disturbi di lateralizzazione cerebrale (Gunnar, 1992, 1998; Schneider, 1992; Seckl, 2004).

Durante la gravidanza, le donne molto ansiose hanno in genere livelli più alti di noradrenalina e livelli più bassi di dopamina. L’aumento della noradrenalina è correlato a livelli elevati di attivazione e di agitazione, e la diminuzione di dopamina correla con un umore meno positivo e con un’aspettativa di ricompensa ridotta. I loro neonati hanno livelli più bassi di serotonina e di dopamina, una maggiore attivazione frontale destra, un tono vagale più basso e sperimentano diversi ritardi di crescita (Field et al., 2003). Questi cambiamenti sono correlati, in questi bambini, con disregolazione emotiva, depressione, ansia e difficoltà di attaccamento (Field et al., 2002).

Lo stress prenatale è stato anche associato a malformazioni congenite, aborti spontanei, circonferenza cranica ridotta, irritabilità, iperattività, difficoltà di parola e di linguaggio, IQ più basso (Hansen et al., 2000; Hobel, 2004; Hobel et al., 1999; Lou et al. 1996). La depressione durante la gravidanza comporta profili biochimici simili nella madre e nel bambino e correla con livelli di cortisolo più elevati, nascita prematura e peso più basso alla nascita (Field et al., 2004). 

Gli studi sui roditori hanno mostrato risultati simili, e le scimmie rhesus, esposte a stress prenatale, mostravano un comportamento di aggrappamento più intenso, una maggiore quantità di comportamento autodiretto e un accresciuto bisogno di sonno. Le scimmie di questo gruppo esploravano meno l’ambiente, tendevano a stare arrampicate e mostravano movimenti grossolani.

Lo stress prenatale pregiudica sempre inevitabilmente lo sviluppo del cervello? Lo stress di breve durata e di leggera intensità non potrebbe migliorare lo sviluppo del cervello, l’adattamento e l’apprendimento? (Di Pietro, 2004; Gunnar, Donzella, 2002)

Nel ratto, quando la madre è esposta a un leggero stress durante la gravidanza, la prole mostra risposte emozionali più deboli agli agenti stressanti, un aumento dell’apprendimento emozionale e un minore incremento nell’amigdala (Fujioka, 2003). Nelle scimmie scoiattolo neonate una separazione materna breve e intermittente provoca un significativo aumento della dimensione delle strutture prefrontali destre, una diminuzione dell’emozionalità negativa, un aumento dei comportamenti affiliativi con i pari, e in adolescenza e in età adulta una reazione allo stress più ridotta (Lyons et al., 2002; Parker et al., 2004).

Questi studi indicano che uno stress prenatale di breve durata e intensità, o brevi separazioni materne postnatali, nel contesto di un comportamento materno complessivamente positivo, possono servire a costruire un cervello più capace di far fronte allo stress. Prima di accettare questa teoria incondizionatamente, dovremmo ricordare che altri studi sono giunti a conclusioni opposte, il che indica che molti punti di questa teoria devono ancora essere spiegati (Fride, Weinstock, 1988; McClure et al., 2004). 

Il collasso di Ego

foto di David LaChapelle La stessa forza che porta l’ego verso l’alto è responsabile della sua caduta. Eg...